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«Quarantene violate in tutta la Marca, il prefetto ci aiuti»

Contagio in crescita, l’appello del dg Francesco Benazzi: «Eludono le verifiche dei tracciatori, servono più controlli»

Marzia Borghesi
2 minuti di lettura

TREVISO. Con un numero di positivi effettivi che ha sfondato il tetto dei 16mila (quasi mille in più ieri in 24 ore) quasi mille vittime da inizio pandemia e una quota di pazienti ricoverati che lambisce il “tutto esaurito” dei posti letto Covid, la situazione nella Marca è preoccupante. Nonostante tutto, lo spirito altruistico della prima ondata si è esaurito, il senso etico spazzato via. Quarantena o no, c’è chi non rispetta l’obbligo all’isolamento e fa come se nulla fosse.

Il manager della sanità trevigiana, Francesco Benazzi, ha deciso di chiedere aiuto alla prefetta Maria Rosaria Laganà affinché aumenti i controlli nel territorio. «Salta all’occhio che nonostante il periodo di rallentamento dei movimenti delle persone, il numero dei contagi sia in continuo aumento e anche i decessi che ci straziano ogni volta. I pranzi di Natale non ci hanno fatto bene – ha detto Benazzi facendo gli auguri per un 2021 migliore dell’anno passato – noi faccianmo tanti tamponi, ad oggi siamo a 409.000, ma questo non basta a spiegare un numero così esagerato di positivi nonostante il mini lockdown».

Nel giro di telefonate che i tracciatori compiono per tenere aggiornata la mappa del contagio, è emersa un’amara verità: una parte delle persone in quarantena circola liberamente arrivando a fornire all’Usl un recapito telefonico sbagliato pur di rendersi irreperibile.

«Ho sentito i nostri tracciatori – aggiunge Benazzi – purtroppo il nostro alto numero di contagi dipende anche dall’uscita di persone in quarantena che continuano a diffondere il virus: abbiamo segnalazioni che vanno in giro. C’è chi non si rende reperibile dando numero di telefono errato. È un comportamento poco etico che espone tutti a un numero di contagi elevatissimo». Di qui l’appello rivolto a tutti, di ritrovare il senso di responsabilità. E la richiesta alla prefetta Laganà di serrare le fila delle forze dell’ordine. «Chiedo dal punto di vista etico e umano: se siete in quarantena state a casa, fatevi trovare quando vi telefonano per la verifica. Chiederò al prefetto, che si farà tramite con le forze dell’ordine, di aumentare i controlli: non abbiamo avuto segnali positivi in questo periodo di mini lockdown».

La curva del contagio non accenna a scendere, smentendo le previsioni di un mese fa. E il rapporto tra numero dei tamponi effettuati e quantità di positivi resta alto, superiore al 14% della media nazionale. Ecco i dati della nostra provincia in base ai test dei Covid point: opitergino 22%, la più alta; Altivole e castellana 19-20%; coneglianese 11,28%; Treviso e limirofi 16%. A fronte dell’epidemia in evoluzione, l’indice Rt resta fermo da dicembre sotto l’1, allo 0,99%.

«Dobbiamo applicare le regole di sicurezza – insiste il manager dell’azienda sanitaria di Marca – mascherina, distanziamento e lavaggio delle mani». Per fortuna qualche dato confortante c’è. Nelle 54 case di riposo della Marca il numero dei positivi è sceso sia tra gli ospiti che tra gli operatori. «Attualmente i positivi sono 541 su 12.015 persone che comprendono operatori e ospiti – aggiunge – c’è stata una riduzione e di questo ringrazio tutto il personale». Su 6.930 operatori complessivi i positivi sono attualmente 208 (3%), gli anziani contagiati sono 333 su 5.085 (6,5%). Bene anche sul fronte dei guariti che sono quasi 35.000 da inizio pandemia: il numero più alto del Veneto. —


 

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