Treviso, piazze piene e obitori intasati nella provincia con i contagi in crescita

Coronavirus, dal primo dicembre 10 mila positivi in più e boom di decessi. Summit con i sindaci dell’Asolano per i test di massa

TREVISO. Il Veneto, e Treviso, sono gialli perché c’è posto negli ospedali per gestire i malati Covid. Ma per quanto? I dati sono in continua crescita, da inizio dicembre nella Marca mille contagi in più, e più di 120 morti, di cui quasi la metà concentrati in questa ultima settimana. Eppure tutto prosegue come se nulla fosse tra shopping, pranzi al ristorante, uscite.

In Veneto da inizio dicembre ci sono stati circa 1000 morti Covid. Immaginate di veder sparire tutto il paese di Portobuffolè (meno di 800 abitanti) e tante case attorno. Verona ha fatto peggio, e pure Venezia ha visto una incredibile impennata di decessi da dicembre. Ma solo qui si sono viste le bare occupare anche gli spazi nelle chiesette perché negli obitori non c’era più posto. Ricorda quanto avvenne a Bergamo, che nella prima ondata era zona rossa. Oggi il Veneto locomotiva d’Italia lavora, consuma, compra, va e viene. E la piccola Treviso con lui. La prova l’ha data quest’ultimo fine settimana tra piazze piene e file davanti ai negozi nonostante 1700 nuove positività. Ignorata l’ordinanza con cui Zaia vietava “attività motoria” nei centri storici. Tanto non avendo bloccato gli spostamenti tra i Comuni risultava già allora difficilmente applicabile. E poi rimanere aperti, liberi, gialli, era anche quello che chiedevano i rappresentanti di tutte le categorie produttive che il 15 ottobre scorso sono scesi in piazza a Treviso con la benedizione dell’assessore regionale Federico Caner. Quel giorno gli “attualmente positivi” a Treviso erano 3861, oggi sono 15.456. In Veneto c’erano stati fino allora da febbraio 2341 decessi; oggi sono 4800. E a scuole chiuse.


Fino a oggi sia il presidente Zaia che l’Usl 2 hanno parlato di situazione di “plateau”, l’altopiano sanitario, stabilità, ma negli ospedali i ricoveri vanno su e giù, non sono stabili, fuori contagi e morti crescono. A Treviso come in Veneto. I grafici regionali parlano chiaro: puntano tutti verso l’alto. In tutto i ricoverati sono oltre 3400 mila, oggi, tra ospedali e strutture territoriali. A inizio mese erano circa tremila.

Dopo lo screening di massa fatto dall’azienda sanitaria a Castelcucco e Cavaso del Tomba vista l’impennata di casi, l’Usl 2 intende convocare i sindaci dell’Asolano e fare il punto della situazione. Pare che quella oggi sia la zona rossa e non si escludono nuovi test generali. In quanti paesi? Quali? «Prima preferisco incontrare i sindaci» dice il direttore generale dell’Usl 2 Francesco Benazzi. L’incontro si svolgerà la prossima settimana. «Lo screening generale è l’unico per fermare la diffusione del contagio», continua il direttore generale, «oggi i numeri crescono e non va bene, dobbiamo intervenire e questo è il miglior modo di farlo fino a quando non arriverà il vaccino contro il Covid». —


 

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