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Pensionato accoltellato a morte a Vittorio Veneto: il movente dell'omicidio è la gelosia

Un uomo di 72 anni, Luciano Dall'Ava, residente a Colle Umberto è stato ucciso nella tarda serata all'interno di un furgone. I carabinieri sul posto. L'uomo è stato ucciso a coltellate: a dare l'allarme una donna di 39 anni, che ha assistito all'omicidio

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Il momento dell'arresto (foto Mescolotto) 

VITTORIO VENETO. Omicidio a  San Giacomo di Veglia, frazione del comune di Vittorio Veneto. Il cadavere di un uomo, Luciano Dall'Ava, 72 anni di Colle Umberto è stato rinvenuto all'interno di un furgone pick-up bianco fermo nel mezzo del parcheggio che occupa il piazzale.

A dare l'allarme è stata una donna di 39 anni, che ha assistito al delitto. Lei ha chiamato i carabinieri: cercando di fermare la furia dell'omicida è rimasta a sua volta ferita alle mani.

La vittima e l'assassino 

Nella notte l'assassino ha confessato: l'uomo in stato di fermo è Giovanni Maria Cuccato, operaio di 46 anni di Conegliano. Nella sua auto, una Punto, è stato rinvenuto il coltello utilizzato per l'omicidio.

Sulla base di quanto ricostruito e la confessione dell'operaio fermato, il movente dell'omicidio sarebbe passionale. Cuccato avrebbe aggredito Dall'Ava dopo aver visto la donna di cui si era invaghito in auto con il pensionato. E' stata la donna a chiamare i soccorsi e a rimaner ferita alle mani nel tentativo di fermare la furia omicida

Fatale per il pensionato, secondo quanto ricostruito dal medico legale, una coltellata alla gola.

Dall'Ava aveva due figli, ed era rimasto vedovo da due anni.

Ecco la cronaca di quanto avvenuto nella serata di sabato 12 dicembre

Un omicidio efferato e brutale quello avvenuto ieri sera poco dopo le 22 in piazza Fiume a San Giacomo di Veglia nel parcheggio davanti alla Banca Della Marca. Vittima un settantaduenne di Colle Umberto, Luciano Dall'Ava, freddato pare a seguito di uno o più colpi di coltello nei pressi del suo furgone, un pick up bianco.
 
A far scattare l’allarme ieri sera poco dopo le 22 le grandi macchie di sangue sulla carrozzeria del mezzo, illuminate dai lampioni del piazzale su cui affacciano anche le scuole Nazario Sauro. Poco lontano, il cadavere dell’uomo. 
 
Sul posto sono intervenuti rapidamente i carabinieri della compagnia di Vittorio Veneto e i medici del suem ma per il 72enne non c’era nulla da fare. Immediati sono scattati i rilievi attorno al furgone e sul corpo dell’uomo, così come i pattugliamenti nella zona alla caccia del possibile responsabile. Una traccia l’avrebbero subito data le telecamere di videosorveglianza che pare inquadrino la zona ed avrebbero dato alcune sostanziali indicazioni che nel giro di alcun i minuti hanno portato al fermo di un 46enne di Conegliano, italiano, ritenuto il presunto responsabile dell’omicidio. 
 
Secondo una prima ricostruzione dell’accaduto, il 72enne sarebbe arrivato in piazza attorno alle 22 e una volta fuori dal furgone sarebbe stato avvicinato dal quarantenne. Tra i due sarebbe scoppiata dopo poco una violenta colluttazione durante la quale il quarantenne avrebbe colpito il settantaduenne pare con un coltello prima di allontanarsi dal piazzale a piedi. Sempre secondo la ricostruzione fatta dagli investigatori il quarantenne sarebbe arrivato sul posto in auto, una Fiat Punto con targa vicentina, lasciandola poi parcheggiata vicino alla chiesa per allontanarsi a piedi dopo l’omicidio. 
 
L’uomo dopo il fermo, è stato immediatamente portato in caserma per essere interrogato, con lui altre due persone ascoltate perché potenzialmente informate dei fatti ma estranee alla vicenda. Potrebbe trattarsi di due residenti del posto, che potrebbero aver sentito o visto qualcosa di quanto avvenuto in piazza. 
 
Non è chiaro cosa possa aver portato all’omicidio, su questo faranno luce gli approfondimenti di indagine eseguiti dai carabinieri delle Compagnia di Vittorio Veneto durante tutto l’arco della nottata. Non si esclude che possa anche trattarsi di un tentativo di rapina. 
 
L’area è stata cordonata per i rilievi della scientifica e l’esame medico sul cadavere del settantaduenne, rimosso solo in tarda nottata dopo il via libera della Procura.
 

 

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