Coronavirus a Treviso: «Calo dei contagi solo a metà mese. Le scuole? Chiuse fino al vaccino»

Il Dg dell'Usl 2 di Treviso Benazzi: «In zona gialla la riduzione dei casi è lenta, ora dopo il picco siamo nel plateau»

TREVISO. «La situazione che stiamo vivendo è quella di un sostanziale plateau, abbiamo superato il picco dei contagi e continueremo a registrare questi dati sui ricoveri e nuovi positivi ancora per un po’, dai quindici giorni al mese». La previsione è quella del direttore generale dell’azienda sanitaria Francesco Benazzi davanti all’indubbia immagine di una Marca in cui il virus continua a lavorare, e non accenna a mollare.

il calo che non si vede


Il confronto con una zona di piena trincea, com’è oggi la Brianza, e dove si sono appena riaperte lievemente le porte dopo settimane di lockdown, è chiarissimo. Lì la sospensione di ogni movimento e attività, ha portato un crollo dei positivi e un alleggerimento del carico sanitario; qui con tutti in movimento la curva (partita da numeri certamente meno allarmanti della Brianza) assomiglia più ad una retta orizzontale. «L’effetto del lockdown è quello di congelare il virus e la sua diffusione, nel giro di quindici, venti giorni gli effetti sono palpabili e netti» spiega Benazzi, «diverso l’andamento in una zona dove ci si continua a muovere, spostare, lavorare. Ed è normale che sia così» sottolinea il direttore dell’Usl2, «la mobilità del virus poi varia da zona a zona, e dipende anche dall’attenzione della gente. Ad ogni modo, se tutto prosegue come immaginiamo, anche nella Marca si vedrà il calo, ma in concomitanza con metà dicembre, sarà lieve e via via più marcato».

equilibrio debole

È un equilibrio debole? Basterà lo shopping natalizio a creare nuovi picchi? È anche il timore dell’Usl che per questo continua a chiedere attenzione, rifiutando l’idea di lockdown localizzati. «Meglio lo screening di massa per circoscrivere e frenare eventuali focolai come stiamo facendo a Cavaso e Castelcucco dopo il moltiplicarsi dei casi» continua Benazzi. Interventi mirati, quindi. «Questo è convivere con il virus» sottolinea.

la scuola, se c’è il vaccino

Chiave di volta per far reggere la situazione «è mantenere chiuse le scuole» sottolinea il direttore generale della Usl di Marca, «è chiaro che il contagio aumenta con la mobilità scolastica, e non parlo di diffusione in classe, dove si usano mascherine e attenzioni, ma fuori. Potete chiederlo alla maggior parte dei medici che si sono ammalati, il virus è arrivato dal contesto familiare, scolastico dei figli». Quindi? Scuole chiuse a oltranza? «Di certo non conviene aprire adesso, altrimenti ci troveremo a Natale con una nuova impennata». Allora quando? «Immagino a gennaio, di certo quando sarà partita la campagna vaccinale Covid tra medici e persone più a rischio. Fatta quella si potranno rimandare i ragazzi a scuola». Non ci saranno più picchi e nuove ondate? «Magari anche sì, ma si potranno gestire sapendo di aver salvaguardato le persone più esposte, e alla lunga si ragionerà con i nuovi contagi trattandoli alla stregua di una comune influenza, cambierà tutto, ma solo perchè non c’è rischio di vedere morire li più deboli ed esposti». 

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