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Bimba di 3 anni con lividi sospetti sul corpo: genitori indagati dalla Procura di Treviso

La madre e il compagno sotto inchiesta per maltrattamenti. Loro si difendono: «Botte procurate cadendo in bicicletta»

TREVISO Una bambina che piange, alcuni adulti che urlano, un trambusto che preoccupa i vicini di casa. Alla fine, l’intervento dei carabinieri e la scoperta che sul corpo della bambina, schiaffeggiata dal compagno della madre proprio davanti ai militari appena arrivati, ci sono diversi lividi, segni di traumi riportati nei giorni precedenti.

È da quell’intervento, avvenuto la sera del 12 agosto scorso in un paese dell’hinterland di Treviso, che è partita una delicatissima indagine, coordinata dalla procura della Repubblica, che ipotizza il reato di maltrattamenti su una bambina di appena 3 anni. Sotto inchiesta sono finiti la madre della piccola, una donna di 20 anni, e il suo compagno di 23 che, su disposizione della magistratura, hanno perso per il momento la potestà genitoriale.

La bambina è stata affidata ad una comunità della provincia di Venezia in attesa che l’inchiesta faccia il suo corso e chiarisca i contorni della delicata vicenda. Può avere contatti con la madre solo al telefono. Nei prossimi giorni è previsto, in tribunale, un incidente probatorio con la bambina che sarà sentita da una psicologa con tutte le cautele del caso.


la telefonata al 112 dei vicini

L’inchiesta ha inizio la sera del 12 agosto scorso quando, alla sala operativa del 112, arriva la telefonata di un cittadino che segnala un preoccupante trambusto proveniente dall’abitazione dei vicini di casa. Si sentono urla, pianti disperati di bimba e imprecazioni. Sul posto interviene una pattuglia dei carabinieri che entrano nella casa dove è stato segnalato il fatto. All’interno c’è una coppia ed una bimba di appena 3 anni. E proprio davanti ai militari, l’uomo rifila un violento schiaffo alla bimba che piange disperata.

lo schiaffo davanti ai carabinieri

È a quel punto che gli uomini dell’Arma intuiscono che qualcosa non va. La bambina viene portata all’ospedale ed è lì che il personale sanitario del Ca’ Foncello scopre che ha delle ecchimosi in alcune parti del corpo. Segni di lividi di qualche giorno prima. Per una settimana la bimba rimane ricoverata all’ospedale ma a casa dalla madre e dal compagno non ci andrà più. Dal 18 agosto scorso, infatti, la piccola, su disposizione della magistratura, è stata affidata ad una comunità della provincia di Venezia.

i lividi scoperti all’ospedale

Quei lividi erano frutto di violenze oppure la bimba se le sarebbe procurate in cadute accidentali? Secondo il sostituto procuratore Francesca Torri, che ha aperto un’inchiesta, quelle ecchimosi sarebbero la prova delle violenze fisiche che la piccola avrebbe subìto dalla madre e dal suo compagno. In base alle indagini, la piccola sarebbe stata insultata e percossa violentemente in più occasioni. A volte anche chiusa fuori di casa e costretta a stare da sola. Da qui l’accusa di maltrattamenti su minorenne.

l’inchiesta della procura

Nei prossimi giorni, davanti al giudice delle indagini preliminari Marco Biagetti, sarà fissato un incidente probatorio con uno psicologo che sentirà la bambina in audizione protetta. La madre e il compagno, assistiti dall’avvocato Helga Lopresti, sono pronti a dare battaglia sostenendo la propria innocenza ed hanno nominato un proprio consulente. La madre della piccola nega che lei e il compagno siano responsabili di quei lividi e sostengono che siano il frutto di una caduta in bicicletta giù per le scale di casa. Anzi, avrebbero anche dei vicini di casa (non quelli che avevano dato l’allarme la sera del 12 agosto scorso) pronti a testimoniarlo. —

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