Moria dei negozi in centro a Castelfranco: «Costi alti e poche iniziative»

Grido d’allarme di commercianti e artigiani. Entro mura le attività resistono ma il crollo è attorno alla piazza. «Il colpo di grazia anche dai nuovi supermercati»

CASTELFRANCO. «Quella che era una fisiologica alternanza di negozi, nell’ultimo anno ha assunto le forme di uno svuotamento strutturale». A parlare è Paolo Zanon, titolare dell’Hotel alla Torre, da 32 anni osservatore delle dinamiche del commercio castellano.

«Il Covid ha fatto venire i nodi al pettine, chi non era solido è saltato». Il virus tuttavia sembra solo l’ennesima prova per una piazza già sofferente. «Ora si punta sul Natale che per i negozianti vale come una mezza stagione». Quello di Castelfranco sarà un Natale illuminato, ma che risentirà dell’assenza dei mercatini. Paolo Zanon è anche il presidente dell’associazione Dentro Cento che da 10 anni riunisce i commercianti dentro le mura.

«I piccoli eventi sono importanti per attirare la clientela, per questo come associazione organizziamo regolarmente mercatini, concerti ed eventi». Sulla moria dei negozi? «Dentro le mura c’è meno sofferenza rispetto alla piazza». Nonostante l’abbassamento degli affitti, sotto i portici le spese per i negozianti sono ancora troppo alte e, al contrario di quanto accade dentro al castello, fra commercianti si fatica a collaborare.



Giovanna Cauzzo è la titolare di Giottica in vicolo Cappuccini e consigliera dell’associazione Botteghe del Giorgione che riunisce le attività fuori mura. «Eravamo partiti con l’intento di promuovere qualche evento come le Notti Bianche per rivitalizzare il commercio in centro ma poche possibilità e ovvi malumori ci hanno scoraggiati. A breve l’associazione si scioglierà». A pesare sono anche le recenti chiusure, tra cui quella dell’English Way Pub, dello storico “Max” che dopo 21 anni ha chiuso i battenti. Lo stesso vale per la Gelateria Crema Cacao sotto i portici che ora lascia spazio ad una vetrina sfitta.

«Chi ha ancora ossigeno si sposta fuori per abbattere i costi», commenta Cauzzo. Ma non solo affitti, secondo il presidente di Confartigianato Castelfranco Oscar Bernardi anche chi ha un mutuo in piedi langue. «Vero che il Decreto rilancio ha sospeso la quota capitale, ma anche l’allungamento della durata del prestito e gli interessi pesano. Anche sui nostri associati del centro grava la ritardata liquidazione della cassa integrazione».



A peggiorare lo scenario secondo il presidente di Cna Castelfranco Gianpaolo Stocco si inserisce l’errore di puntare sulla grande distribuzione. «Il progetto del nuovo centro commerciale di via Regno Unito rientra appieno in questi errori di visione. Il centro di Castelfranco negli ultimi dieci anni ha goduto di un ripopolamento di botteghe e negozi, ma ora si fa marcia indietro a causa della concorrenza della grande distribuzione con il rischio di ritrovarci un domani con delle “cattedrali nel deserto” a loro volta minacciate dall’acquisto on-line. La pandemia ha fatto riconoscere a molti l’importanza del commercio di vicinato. Quest’ultima tendenza va ora incentivata con precise politiche, che necessariamente devono attuarsi a diversi livelli: locale, nazionale ed europeo. A livello locale può essere favorita con sgravi fiscali e incentivi a chi decide di aprire un’attività in centro storico e a chi decide di venirci ad abitare. L’appello di Cna per questo Natale è di acquistare nei nostri negozi come segno di solidarietà e gratitudine per il servizio svolto durante il lockdown di marzo e aprile». —



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