Palaverde e Zoppas Arena pronti per le vaccinazioni anti-Covid del Trevigiano

Mercoledì l’Usl 2 ha chiesto spazi ai sindaci per le prime dosi, prenotato anche il Sant’Artemio

TREVISO. Zoppas Arena, Palaverde, sede della Provincia a Sant’Artemio. Sono alcune delle sedi che l’Usl 2 ha scelto, d’accordo con i sindaci, per la maxi campagna di vaccinazione anti Covid in partenza da gennaio, compatibilmente con gli accordi internazionali di fornitura dei principali vaccini pronti per la distribuzione.

Il direttore dell’azienda sanitaria, Francesco Benazzi, ne ha discusso con i sindaci mercoledì pomeriggio. Massima disponibilità a collaborare da parte dei primi cittadini: l’idea è che le sedi siano grosso modo le stesse di quelle per il vaccino antinfluenzale, con l’aggiunta di alcune grandi strutture - come i palasport - per quando saranno vaccinate migliaia di persone, in una fase successiva a quella iniziale, indicativamente dalla prossima estate.

Il piano

Secondo la bozza di distribuzione presentata dal commissario Arcuri alle Regioni, nella prima fase - dalla seconda metà di gennaio a giugno 2021 - in provincia di Treviso sono circa 27 mila i cittadini con priorità (operatori sanitari, personale e ospiti delle case di riposo, minori, disabili, tossicodipendenti), per un totale di 60 mila dosi di vaccino se sarà confermato che serve una doppia iniezione a distanza di 28 giorni.

L’Usl non vuole perdere tempo: «Siamo pronti, stiamo aspettando indicazioni dalla Regione e dal commissario Arcuri» afferma Benazzi, «ci organizzeremo con i sindaci, ci siamo già parlati. Loro metteranno sempre a disposizione dei punti come hanno fatto per l’antinfluenzale, l’organizzazione c’è e le persone anche, quando ci daranno i vaccini saremo pronti. Avremo a disposizione palestre e palasport in grado di garantire l’accesso di gruppi numerosi di persone evitando gli assembramenti, come Zoppas Arena, Palaverde, la Provincia, perché vi accedano più persone possibili». Pronti anche i magazzini di stoccaggio dei sieri, che vanno mantenuti a una determinata temperatura in base alle indicazioni dei produttori.

L’appello

Come per il vaccino antinfluenzale, Benazzi ha voluto sottolineare che «appena possibile farò anche quello per il Covid, lo ritengo fondamentale. Facendo i dovuti scongiuri, finora non mi sono mai contagiato, e attendo che il vaccino arrivi quanto prima».

L’intero “piano di battaglia” dell’Usl 2 si basa sull’ipotesi di arrivo del vaccino a gennaio: «Dovremo tenere duro ancora un mese, un mese e mezzo, durante il quale gli ospedali resteranno pieni, e poi dall’anno prossimo contiamo di vedere la luce con le prime dosi di vaccino».

In questi giorni stanno arrivando anche le dosi che mancavano di vaccino antinfluenzale, raccomandato anche per evitare la pericolosa sovrapposizione tra l’influenza di stagione e il Covid, e per facilitare la diagnosi differenziale in caso di sintomi sospetti riconducibili all’una o all’altra patologia. —



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