Affitti giù, non basta. «A Castelfranco tanti negozi sfitti»

Molti proprietari abbassano i canoni per aiutare gli operatori. Ma in centro diverse luci sono spente. Ascom preoccupata 

CASTELFRANCO

L’inasprirsi dell’epidemia di Covid corre in parallelo alla diminuzione degli affitti commerciali in centro storico dove balzano all’occhio i numerosi locali sfitti. A confermare il trend sono gli stessi proprietari che sempre più spesso scelgono di venire incontro a chi fatica a stare dietro alle spese. Il numero di Luigi compare sulla vetrina dell’ex Gelateria Giorgione con plateatico sulla piazza. «Pre Covid affittavo a 3.000, ora siamo a 2.600. Nonostante le agenzie sconsiglino di scendere ulteriormente, non escludo di dover negoziare ancora a ribasso» racconta.



Se fronte piazza le cifre si aggirano attorno ai 50 euro per metro quadro, in “seconda fila” si scende anche al di sotto dei 20, ma anche questo non agevola. Il negozio di Antonella è uno dei due sfitti di galleria Andretta, appena dietro la piazza. «Il locale è vuoto da oltre un anno. Per 100 metri quadri chiediamo 1.200 ma scendiamo fino a 1.000. Le richieste ci sono ma notiamo che anche categorie di professionisti che solitamente non hanno problemi a pagare sono in difficoltà con queste cifre».

A pochi metri c’è l’immobile di Lucia, che al numero segnato in vetrina conferma la stessa tendenza. Storia analoga in via Filzi, poco prima della gelateria. Qui fino a qualche mese fa c’era un negozio di telefonia, poi chiuso. «Siamo arrivati a non partire da un prezzo, si valuta attività per attività in base alle possibilità di chi è interessato», afferma il proprietario.

Andrea Pirovano è consulente immobiliare e proprietario del locale all’interno della galleria che congiunge Corso 29 aprile con via Bastia vecchia. «A Castelfranco gli immobili commerciali vanno in controtendenza rispetto al residenziale, per cui al contrario la domanda è altissima. Le piccole attività soffrono e agli spazi vuoti da anni se ne sono aggiunti molti altri. Tengono il sanitario, gli alimentari, i negozi di parrucchiera ed estetica, lo street food con l’aumento dell’asporto, ma per i negozi di abbigliamento e altri articoli al dettaglio la stagione è dura», commenta. Una soluzione? «Potrebbe essere convertirli in appartamenti, con adeguati investimenti e permessi».



Sul venirsi in contro fra locatari e proprietari Pirovano precisa: «Ben venga la solidarietà, ma è più auspicabile una riduzione momentanea con la promessa di ripagare quel che avanza a fine pandemia. Chi possiede i muri ha dei costi, è giusto tenerne conto». Che le vetrine vuote si trasformino in un «ricettacolo di bruttezza» rientra invece fra le preoccupazioni del presidente di Ascom Castelfranco, Pierluigi Sartorello. «Bisogna evitare che le vetrine diventino ricettacolo di cartellonistica varia destinata a rimanere lì per chissà quanto. Notiamo una forte tendenza a rinegoziare a ribasso i canoni. Alcuni associati hanno deciso addirittura di sospendere in toto il pagamento in favore dei loro affittuari. Molti commercianti non ci stanno più dentro».

Da parte dell’amministrazione Marica Galante, vicesindaco e assessore al Commercio, spiega: «A luglio il Comune ha approvato una delibera che prevede una riduzione dell’Imu allo 0,76 per cento per quei proprietari che concedano una riduzione del 10% del canone annuo ai loro affittuari». —



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