Mercato, clienti azzerati: «Di questo passo è serrata»

A Treviso ammessi solo i banchi degli alimentari e con percorsi obbligati. Confesercenti: «Serve una maggiore offerta, gli ambulanti faranno i controllori»

TREVISO. Le bancarelle degli alimentari infilate una a fianco all’altra in piazzale Burchiellati sono praticamente vuote. Di clienti, siamo di martedì, se ne vedono pochissimi. E infatti la foto scattata sopra è delle 10.30 di  martedì 24 novembre e parla da sola. È stata scattata in un orario nel quale di gente di solito, prima del Covid, ce n’era invece tanta, a mercato a pieno regime di offerta.

Eppure proprio gli alimentari sono quelli che stanno meglio, tra chi sta peggio. Gli altri ambulanti del mercato ormai non fanno affari da settimane, e non si sa quando potranno tornare in piazza del Grano, in piazza Matteotti e in piazzale Burchiellati. Confesercenti ne sta parlando con la giunta del sindaco Mario Conte, per provare a farli “riammettere” il più presto possibile, con uno spiraglio addirittura per sabato 28 novembre, se non per il mese di dicembre.


L'appello

«A Padova e a Verona, per fare due esempi, ma vale per quasi tutti i capoluoghi di provincia, il mercato è aperto per tutte le categorie merceologiche», mette in chiaro Andrea Zarattini di Confesercenti Treviso, «Stiamo parlando con il Comune per studiare una soluzione che consenta di lavorare a tutti. Gli ambulanti hanno il disperato bisogno di tornare al mercato al più presto. Sono anche disposti a fare loro da volontari per controllare assembramenti, entrate e uscite». Basta poter lavorare insomma.

La doccia fredda

Ma la nuova ordinanza di Zaia che entrerà in vigore da oggi 25 novembre non ha regalato buone sorprese alla categoria. Le regole per i mercati restano le stesse in attesa del prossimo dpcm del 4 dicembre: possono tenersi solo dove ci sono un apposito piano e percorsi obbligati di entrata e uscita. A Treviso al momento si è scelto di proseguire solo con le bancarelle degli alimentari. Ma già per sabato 28 novembre potrebbe esservi un’estensione del mercato: mettendo a punto quel piano richiesto dall’ordinanza regionale, gli uffici ci stanno già lavorando.

«Siamo i primi a dire che gli assembramenti vanno evitati a ogni costo, ma gli ambulanti sono disposti a metterci del loro per farlo, collaborando ai controlli. Sono in ginocchio. Ormai da inizio anno lavorano al singhiozzo, ci sono giornate in cui chiudono gli incassi a 40/50 euro», conclude Zarattini. Entro domani comunque Ca’ Sugana dovrebbe decidere se andare incontro agli ambulanti, riorganizzando il mercato come era avvenuto durante la prima fase della pandemia.

Gli accessi

Gli accessi già sono contingentati: in piazzale Burchiellati potrebbe rimanere l’entrata da porta San Tomaso e l’uscita a varco Manzoni; stessa organizzazione potrebbe avvenire per il primo tratto di mercato lungo le mura; mentre piazza del Grano e piazza Matteotti potrebbero richiedere qualche sacrificio in termini numerici, e soprattutto maggiori controlli. Ma gli ambulanti appaiono ben disposti a farli, se questo servisse a garantire qualche giornata di lavoro. Anche perché perdere gli incassi di Natale potrebbe risultare fatale per alcuni di loro, in un anno in cui gli affari sono crollati. La mannaia del Covid è insomma calata non solo sui negozi del centro. —


 

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