Disabile parcheggia a Montebelluna ma il pass non si vede e i vigili lo stangano

Il cruscotto dell'automobile

Il tagliando era in auto ma seminascosto: agenti inflessibili. Multa e punti decurtati, lui protesta: «Una vera vergogna»

VEDELAGO. Disabile parcheggia nel posteggio riservato, ma all’uscita si trova sul parabrezza una multa di 80 euro e la sottrazione di due punti della patente: non aveva infatti esposto il contrassegno che consente la sosta. «È una vergogna – denuncia Flavio Falier, 54 anni, sulla sedia a rotelle da quando ne aveva quindici a causa di un incidente – i vigili non hanno voluto sentire ragioni».

Il parcheggio in piscina


Falier, residente a Fanzolo – noto per aver raccontato la sua storia nel “Il coraggio di vivere, una storia che arriva dritta al cuore”, ma anche per le sue partecipazioni alle maratone e per essere un fedelissimo dei “fioi della Sud” al Palaverde – il 17 settembre scorso era andato alle piscine di Montebelluna per la riabilitazione, lasciando l’auto su un park disabili. Ma all’uscita ha trovato il foglietto giallo sotto il tergicristallo.

«Mi conoscono tutti in piscina, mi aiutano a salire e scendere dall’auto col borsone – racconta – quando hanno visto i vigili che mi facevano la multa mentre ero all’interno li hanno subito avvisati che era mia e che avevo diritto a parcheggiare lì. Ma non c’è stato nulla da fare. E comunque il tagliando c’era, solo che non l’hanno visto».

La versione degli agenti

Una versione che però non collima con quella della polizia locale: come dimostra una documentazione fotografica, alle 11.34 il contrassegno non si vede, ma invece è visibilissimo alle 12.05: ma cosa è successo in quella mezz’ora non è dato di sapere.

«Il signor Falier – rispondono al comando della polizia locale montebellunese – aveva un unico obbligo: quello di esporre visibilmente il contrassegno. E quando gli agenti hanno fatto il controllo, non era così». Tra l’altro, i vigili in quel frangente non potevano verificare dal numero di targa se l’auto era intestata a un disabile, visto che il contrassegno era stato concesso da un altro comune, quello appunto dove risiede Falier. «Se intende, il signor Falier può fare ricorso: è un suo diritto», dicono al comando.

Amaro in bocca

Ma al diretto interessato la cosa ha lasciato l’amaro in bocca: «Gli agenti avevano testimonianze concrete che la mia auto era quella di un disabile e il contrassegno lo dimostra. Ammesso e non concesso che non era visibile, dico solo che tutto questo è una vergogna, la multa e pure i punti». —


 

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