Coronavirus, ecco come si sta muovendo il contagio in provincia di Treviso: flagellato l'Asolano

Mai così tanti morti nella seconda ondata. L’area più flagellata è quella del distretto di Asolo, indagine Usl sulle cause

TREVISO. La Marca ha vissuto ieri uno dei suoi giorni più neri. Sedici vittime a causa del virus, mai così tante in questa seconda ondata pandemica. Dieci persone sono mancate in ospedale, avevano tra i 73 e i 98 anni. Le altre, invece, spirate in casa di riposo.

«Speriamo di aver raggiunto il picco dell’epidemia e che ora la curva del contagio si appiattisca» sospira il direttore generale dell’Usl di Marca Francesco Benazzi. «L’ultima cosa che vedremo, dopo aver visto l’aumento dei positivi e dei ricoveri, sarà purtroppo anche un aumento dei decessi» aveva anticipato nei giorni scorsi Luca Zaia. La nostra provincia ha pianto da febbraio ad oggi 486 vittime, un lungo e tragico epitaffio.

POSITIVI E FOCOLAI

Nelle ultime 24 ore altri 649 trevigiani hanno scoperto di aver contratto il Covid, risultando positivi al tampone e portando il dato degli abitanti attualmente infettati a 12.466. Tre focolai sono stati scoperti in altrettanti macelli sul territorio, 2 veterinarie risultano contagiate.

«L’approvvigionamento dei dispositivi di protezione è capillare, ma abbiamo sollecitato l’Usl affinché venga riposta particolare attenzione nelle forniture messe a disposizione del personale veterinario, particolarmente esposto al rischio di infettarsi» sottolinea Pasquale Santoriello, segretario dei medici ospedalieri Anaao-Assomed. Questione che è stata più volte rimarcata anche dal sindacato dei veterinari Sivemp del Veneto, invocando l'impiego dei dpi e del tampone molecolare per controllare gli operatori. Una piccola speranza riguarda invece i ricoveri: sono in diminuzione, meno 24 rispetto al giorno precedente, ma il numero dei degenti resta comunque alto, 457 di cui 33 in gravi condizioni accolti nelle Terapie Intensive.

La pressione maggiore si conferma nei reparti non critici, quelli di Malattie Infettive e le aree Covid, queste ultime create assorbendo spazi dalle unità ospedaliere che hanno ridotto l’attività ordinaria non urgente. In 3 ospedali della Marca si registrano numeri superiori al centinaio per degenze per infezione da Covid, sono il Ca’ Foncello, il San Valentino di Montebelluna e il Covid Hospital di Vittorio Veneto.


L’AREA PIÙ FLAGELLATA

Particolarmente interessante è lo studio epidemiologico condotto dall’Usl di Marca nei 3 distretti di sua competenza per vedere come si sta muovendo il virus. Emerge che l’area più flagellata da questa seconda epidemia Covid è il distretto di Asolo con un tasso pari al 14,6% di positivi ogni 10 mila abitanti, contro il 9,3% di Treviso e il 12,3% di Pieve. «Un dato significativo» commenta il dg Benazzi «negli ultimi dieci giorni il distretto di Asolo è stato il più colpito, ha il tasso di positività più alto del capoluogo, pur avendo una popolazione di 250 mila abitanti contro i 405 mila del distretto di Treviso».

Quali possono essere le cause? Una situazione che diventa caso di studio da parte degli esperti dell’azienda sanitaria e spiega, almeno in parte, la grande pressione di malati sull’ospedale di Montebelluna che assorbe anche i pazienti della Castellana. «In questa fase nell’Asolano vediamo una maggiore recrudescenza del coronavirus» conclude il dg Benazzi «potrebbe essere legato a molteplici fattori». —



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