Annullata un'altra multa del velox in tangenziale a Treviso: in arrivo decine di ricorsi

L’avvocato Fabio Capraro con il perito Giorgio Marcon (a destra)

Il giudice di pace dà ragione all’automobilista: «I sistemi non sono omologati». Ma la polizia locale stronca: «Tutto in regola e la Cassazione lo conferma»

TREVISO. Velox autorizzati o non autorizzati a staccare multe? Torna ad accendersi il dibattito sulla correttezza e la validità delle sanzioni dei sistemi elettronici di controllo della velocità dopo che una recentissima sentenza del giudice di pace ha bloccato il pagamento di una multa presa in tangenziale a Treviso giustificando la decisione con la mancanza di omologazione dei velox.

L’avvocato Fabio Capraro, che ha curato la causa, plaude e incalza: «Potenzialmente tutte le sanzioni sono irregolari». Ma la polizia locale tira dritto.

Il caso

La sentenza è stata firmata dal giudice di pace trevigiano Luigi Rizzo giovedì scorso, accogliendo il ricorso di una società di trasporti che già aveva impugnato il verbale della polizia locale al prefetto per ottenere l’annullamento dell’ingiunzione di pagamento. La contravvenzione valeva la bellezza di 942 euro più l’addio a 3 punti patente.

Lo stesso Rizzo, a settembre, aveva scritto una sentenza dello stesso indirizzo cassando un’altra sanzione staccata a Treviso. La ragione? Sempre la stessa: lo strumento di rilevamento aveva ottenuto solo l’ “approvazione” del prototipo e non l’omologazione come previsto dalla normativa di legge.

«Oggi si profila un nuovo orientamento», spiega l’avvocato Fabio Capraro, che ha seguito la vicenda per conto del multato con il perito Giorgio Marcon, «dopo la prima sentenza dello scorso 29 settembre»: quella che aveva dato ragione una prima volta ad un altro automobilista seguito ancora da Capraro. «Siamo tempestati di telefonate di automobilisti che vogliono fare ricorso».

Paventando la possibilità di una pioggia di richieste di risarcimento o dichiarazioni di illegittimità delle multe che potrebbe mandare ko le casse del Comune.

Il tesoro dei velox

A Treviso, fino a prima dell’emergenza Covid, l’incasso delle sanzioni oscillava tra gli 11 e i 12 milioni di euro l’anno. Cifra su cui pesava l’incasso dei ruoli, delle sanzioni date dalla Ztl, ma soprattutto – in una misura pari a oltre il 70% – l’incasso dei velox della tangenziale.

Sulla superstrada ad oggi sono infatti attive due postazioni “a ponte” attive h24 e altre due postazioni fisse su cui si alterna un rilevatore. Si staccano una media di 200 multe al giorno (dato pre-Covid).

«C’è l’approvazione»

Che si debba temere un buco di bilancio? Dalla caserma della polizia locale di Treviso il comandante Andrea Gallo nega. «Siamo assolutamente tranquilli», spiega, «perchè se è vero che manca l’omologazione per la mancanza di decreti attuativi che indicano come effettuarla, i sistemi hanno l’approvazione del ministero. Giurisprudenza e circolari ministeriali ritengono le due cose equivalenti. E la Cassazione l’ha confermato più volte. Il velox è stato regolarmente approvato», sottolinea chiudendo la questione. Ma ormai è certo che sarà tema da azzeccagarbugli e aule di tribunale.—



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