Treviso, un miliardo in più nei conti correnti dei residenti

La sede della Banca d'Italia

Ricerca della Banca d’Italia: durante la pandemia domina l’incertezza e crollano gli investimenti di imprese e famiglie

TREVISO. Imprese più indebitate, conti correnti dei cittadini sempre più gonfi. Calano gli investimenti sia a livello d’impresa che di singolo cittadino, sotto forma di fondi e titoli: l’epidemia di coronavirus ha portato in dote all’economia trevigiana paura e incertezza, secondo la fotografia scattata dal report di Banca d’Italia. La Marca, in questo, segue le stesse logiche del resto del Veneto.

Ricchezza parcheggiata


Un dato balza subito agli occhi: da gennaio a giugno di quest’anno, quindi nei mesi più duri della pandemia (prima dell’autunno, per il quale non ci sono ancora i dati a disposizione) i trevigiani hanno accumulato nei loro conti corrente più di un miliardo di euro, una crescita della liquidità del 6,1 per cento rispetto all’anno prima.

Non è, come spiegano gli addetti ai lavori, una buona notizia: «A giugno 2020 i depositi bancari di famiglie e imprese sono aumentati sui dodici mesi grazie alla forte accelerazione delle giacenze delle imprese, anche con finalità di accrescere la liquidità a scopi precauzionali, e della crescita pressoché costante di quelle delle famiglie consumatrici» spiega Banca d’Italia, che informa anche come il trend di accumulo, dalle prime indicazioni, sia aumentato anche nei mesi estivi.

«Secondo l’indagine regionale sul credito bancario - continua Banca d’Italia - nel primo semestre del 2020 la domanda di prodotti finanziari delle famiglie venete si è orientata principalmente verso prodotti più liquidi e meno rischiosi come i depositi bancari, riflettendo l’incertezza che caratterizza il quadro congiunturale». A fine giugno, quindi, nei conti correnti dei trevigiani era “parcheggiata” ricchezza per 26 miliardi di euro, a fronte dei 24,9 miliardi di dicembre 2019 e dei 23,8 miliardi di un anno prima.

Aziende indebitate

Sono in calo anche i “titoli a custodia”, cioè strumenti finanziario, azioni, obbligazioni, titoli di Stato, scesi del 5,7 per cento da giugno 2019 a giugno 2020. Nello stesso periodo, in provincia di Treviso sono cresciuti in modo significativo i prestiti: 23,95 miliardi a fine giugno, a fronte dei 22,9 miliardi di fine 2019 (mentre nell’anno precedente gli importi erano rimasti pressoché invariati: 22,89 miliardi a dicembre 2018).

«I prestiti alle imprese sono tornati a crescere dalla scorsa primavera, accelerando significativamente nel corso dell’estate, in corrispondenza dell’accresciuto effetto delle misure di sostegno al credito introdotte in seguito alla crisi sanitaria» è la spiegazione di Banca d’Italia.

Famiglie immobili

«La dinamica positiva dei finanziamenti è stata favorita da condizioni di offerta più distese, cui si è associata una maggiore domanda di credito per esigenze di finanziamento del circolante e a scopi precauzionali». È avvenuto il contrario, invece, per le famiglie: «L’andamento del credito alle famiglie consumatrici ha risentito degli effetti della pandemia, che si sono riflessi nel drastico calo della domanda di prestiti per le peggiorate prospettive occupazionali e reddituali». —



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