Breda, la materna di Pero rischia la chiusura. Il sindaco: "in paese sempre meno bimbi"

«Oggi nella frazione ci sono trenta iscritti: l’asilo resterà  aperto fino al 2021». Poi non resterà che l’accorpamento

BREDA. Fino a cinque anni fa a Breda di Piave c’erano cinque scuole materne. Tra due anni rischiano di essere solo tre. Colpa del calo demografico, che sta colpendo duramente il Comune. La prossima materna a chiudere – o a fondersi, a guardare il bicchiere mezzo pieno – sarà quella parrocchiale di Pero. In queste settimane i genitori e i residenti della frazione si sono sollevati di fronte a questa possibilità, ma i numeri non sembrano lasciare scampo.

«Oggi a Pero ci sono trenta iscritti, don Giorgio ha assicurato che nel 2021 l’asilo sarà ancora aperto. Ma poi la demografia non gli dà molte possibilità, non è sostenibile con ulteriori cali», aggiunge il sindaco di Breda Moreno Rossetto, che nei giorni scorsi ha incontrato alcuni cittadini di Pero, che vorrebbero salvare l’asilo. Ma come detto il calo della popolazione in età scolastica, e dei nuovi nati ha tracciato un traiettoria netta.


Per salvare la scuola di Pero servirebbe l’arrivo di nuove famiglie, o che genitori residenti in altre frazioni o nei Comuni vicini scegliessero di iscrivere i propri figli nella parrocchiale a rischio. Oggi però l’ipotesi più probabile è che si fondano la parrocchiale di Breda, alle prese anch’essa con un calo delle iscrizioni, con quella di Pero.

«A Breda un paio di anni fa c’erano novanta iscritti, ora siamo poco sopra i cinquanta. Le materne di Pero e di Breda distano tre chilometri l’uno dall’altra», aggiunge il sindaco. Trattandosi sempre di scuole parrocchiali, l’ultima parola non spetterà al Comune. Di fronte a numeri che non renderanno i plessi sostenibili economicamente la scelta diventerà inevitabile. I genitori si stanno organizzando e hanno due anni per trovare il modo di salvare la scuola, ma certo non sarà facile.

A Breda un caso simile è già stato vissuto cinque anni fa, quando le scuole di Saletto e San Bartolomeo sono state fuse proprio per l’insufficienza delle iscrizioni.

«In Comune abbiamo anche la materna statale di Vacil, oltre ad un nido. Non manca il servizio», conclude il sindaco Rossetto, «se poi lo si vuole a fianco a casa è diverso. Ma la crisi demografica non lascia molta scelta».

Proprio la sezione pubblica di Vacil, aperta nel 2015, ha aumentato l’offerta, riducendo quindi la fetta di utenza disponibile per le parrocchiali. Tanto che non mancò, all’epoca, chi storse il naso proprio per il rischio di penalizzare le storiche materne parrocchiali.

Insomma una battaglia degna delle mitiche baruffe tra Don Camillo e Peppone.— 

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