Emergenza Coronavirus, letti quasi esauriti negli ospedali  di Montebelluna e Vittorio Veneto

Letti quasi esauriti negli ospedali di Montebelluna e Costa. La prossima settimana apre il Guicciardini di Valdobbiadene

TREVISO. Il numero dei ricoveri continua a salire.399 i pazienti in area non critica negli ospedali di Marca in base al report di ieri pomeriggio, 432 con i pazienti nei due ospedali di comunità di Treviso e Vittorio Veneto. L’incremento è di 33 ricoveri in più in un solo giorno.

Le proiezioni in mano all’azienda sanitaria hanno messo in conto una crescita progressiva dei posti letto occupati, fino a domani, poi la curva dovrebbe ricominciare a scendere.

Nel frattempo gli ospedali stanno arrivando alla saturazione dei letti previsti nel piano di emergenza: esauriti i 635 posti disponibili, ai quali vanno aggiunti i 104 della terapia intensiva, l’Usl 2 dovrebbe mettere mano ad un ulteriore piano di massima emergenza. «Ma sono ottimista – frena il direttore generale dell’Usl 2 Francesco Benazzi – venerdì 20 dovrebbe esserci il picco dei ricoveri e poi si dovrebbe cominciare a scendere. Adesso siamo arrivati ai numeri di aprile come ricoveri ordinari». Mentre, a differenza di marzo-aprile scorsi, va decisamente meglio per i posti di Terapia Intensiva. 33 i letti occupati pari al 31,7% del totale disponibile (104 letti).


Semaforo rosso

Su un totale di sette strutture con reparti Covid in provincia di Treviso, gli ospedali da semaforo rosso sono quelli di Montebelluna e Vittorio Veneto – ma anche il Ca’ Foncello che da ieri conta 97 ricoverati no n critici – molto prossimi al livello di saturazione del blocco letti attivati e immediatamente attivabile che ammonta rispettivamente a 99-100 letti e a 193 complessivi, contando quindi sia i letti occupati che quelli pronti. C’è ancora margine, soprattutto al Costa che è da settimane Covid Hospital. Il problema non trascurabile, però, è legato al reperimento del personale. Gli operatori colpiti dal coronavirus sono circa 140 tra contagiati e contatti in quarantena, in tutta l’Usl. «A Vittorio Veneto a dicembre abbiamo la possibilità di aprire altri 40 posti letto, però manca il personale – spiega infatti il numero uno della sanità trevigiana – ci sono quei 130-140 operatori ammalati o contatti di positivi in isolamento e stiamo aspettando».

I Covid hospital

Se a Vittorio Veneto la situazione è congelata, a Montebelluna dieci letti di degenza di libereranno non appena verrà aperto l’ospedale Guicciardini di Valdobbiadene. L’azienda sanitaria conta di partire la prossima settimana, indicativamente da lunedì. A Valdobbiadene il “tesoretto” ammonta a 60 letti attrezzati per la somministrazione di ossigeno ai pazienti. Si partirà con l’attivazione di metà posti, una trentina. Per fare fronte alla carenza di personale l’azienda ha stretto un accordo con gli Istituti San Gregorio. L’Ipab per anziani di Valdobbiadene ha messo a disposizione 12 infermieri e 7 ausiliari, mentre l’Usl invierà i propri medici. Altro personale potrebbe mettersi a disposizione a titolo volontario. Il progetto per quel che riguarda il Covid Hospital Guicciardini, è di adibirlo ai cosiddetti ricoveri intermedi, per i pazienti che escono dalla terapia intensiva e per chi ha bisogno di assistenza prima del rientro a casa. Sono in arrivo, frattanto, a Treviso e Conegliano i tendoni della protezione civile che serviranno per il pre triage. «Esclusa la possibilità che i nostri pazienti possano andare, in caso di estrema emergenza, in ospedali di altre Usl» conclude Benazzi. —



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