Treviso va verso il picco dei ricoveri, potenziata la task force tracciamenti

L’Usl 2: entro tre giorni il culmine dell’emergenza. Superati i 20 mila contagiati da febbraio. Altri 17 medici a domicilio

TREVISO. Dall’inizio della pandemia ad oggi due trevigiani ogni cento hanno contratto il coronavirus. La stragrande maggioranza in forma asintomatica. È il dato ufficiale da ieri, quando la Marca ha superato quota 20 mila contagi, precisamente toccando i 20.116. È pura statistica, certo, ma permette di visualizzare quando ampio sia stato lo spettro del contagio e nei prossimi giorni è atteso un altro temuto picco, quello dei ricoveri. Ad annunciarlo il dg dell’azienda sanitaria Francesco Benazzi: «Le previsioni indicano da oggi a tre giorni una crescita delle persone che verranno ospedalizzate» ha detto ieri, «poi il numero dovrebbe calare facendo seguito anche ai dati sui contagi».

La situazione


Ieri, nonostante si sia sfondato il tetto dei 20 mila contagiati con un aumento, su sabato, di 543 nuovi tamponi positivi, la situazione negli ospedali della Marca è rimasta sostanzialmente stabile con un solo letto occupato in più nelle terapie intensive, e un ricovero in più nelle aree non critiche. Ma già domani si vedrà un balzo non ancora registrato nell’ultimo bollettino serale diramato ieri dall’azienda zero: quello a Oderzo. Il numero di pazienti positivi ricoverati nell’ospedale opitergino è passato da uno a sette ieri sera, dando il via all’entrata in funzione – annunciata – dell’ala Covid con i suoi 20 posti letto. Si vedrà quale sarà l’effetto di questa – si spera ultima, nel periodo – ondata di contagi.

Tracciamento e assistenza

Da ieri l’azienda sanitaria ha potenziato la task force per effettuare i tracciamenti dei contatti dei positivi. Un potenziamento necessario dopo che il pool – come era precedentemente composto – era stato letteralmente travolto dall’ondata di casi seguita all’inizio dell’autunno, prima delle limitazioni che in questi ultimi giorni stanno moderano l’allarme. L’azienda ha assunto 17 ragazzi e messo in servizio altre 10 persone del nostro personale interno. Il pool tracciamenti è arrivato così a 54 persone. «Oggi siamo riusciti a recuperare il gap accumulato negli ultimi giorni di caos» spiega Benazzi, «e riusciamo a tracciare i contatti dei positivi riscontrati 24 ore prima». Chi non è stato contattato nelle ultime ore? «La stragrande maggioranza ha fatto poi autonomamente il tampone e il dato è entrato nelle schede personali annullando così la necessità di un contatto» spiega il dg. Ad oggi sono stati eseguiti il numero incredibile di 383 mila 764 tamponi nella sola provincia di Treviso. All’implementazione del pool tamponi si aggiunge anche l’assunzione di 17 medici per il servizio di assistenza domiciliare dei positivi non ricoverati tramite le Usca, strutture che verranno fornite ora anche di circa 800 saturimetri da consegnare a casa ai malati per permettere loro di monitorarsi con accuratezza individuando eventuali carenze di ossigeno che rendano necessario l’intervento dei sanitari a domicilio, e solo nei casi più gravi il ricovero.

“Test fai da te”, treviso guida

Sarà ancora al Microbiologia di Treviso di Roberto Rigoli la testa di ponte di una nuova sperimentazione nella ricerca del Covid: i test “fai da te”. Zaia, la settimana scorsa, aveva annunciato 5000 kit per il test rapido in prova, verranno distribuiti tra Treviso ed altre microbiologie regionali. La sperimentazione avviene «in doppio»: ogni esame eseguito con il “fai da te” verrà verificato sul soggetto con il classico tampone molecolare. Si tratta, in sintesi, di un tampone da inserire nelle fosse nasali che poi va messo nel contenitore del reagente, per avere il risultato di positività o meno al SarsCov2. Il passaggio cruciale sarà la validazione da parte dell’Istituto superiore di Sanità (Iss). Superato questo step, i kit formato domestico saranno pronti per la vendita nelle farmacie. Una rivoluzione nei processi di screening. «Si tratta di un test che cambierà la vita degli operatori sanitari, ma anche dei cittadini» ha detto recentemente Rigoli. «L’Iss ha una specifica sezione per la validazione dei test rapidi. Vengono valutati molti parametri, non solo quelli relativi alla specificità e sensibilità del test, ma anche la chiarezza nell’esecuzione, il fatto che non mostrino aspetti di nocività, e altri ancora. Finora hanno mostrato una grande affidabilità, oltre il 90% di sensibilità e specificità». In farmacia, una volta promossi e messi in produzione, «potranno costare meno di 3 euro» ha specificato il microbiologo. Sarà una rivoluzione nella gestione della malattia o della semplice diagnosi.—


 

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