Treviso in fascia di massima gravità. Da oggi letti Covid anche a Oderzo

Picco di ricoveri, sono quasi 400: siamo nel quinto e ultimo livello di allarme della Regione. I positivi superano gli 11 mila

TREVISO

Il nuovo picco di ricoveri - 16 nelle ultime 24 ore, in totale sono 391 di cui 24 in Terapia intensiva - trascina la provincia di Treviso nella fascia di massimo rischio tra le cinque previste dalla Regione. Quella in cui bisognerà trovare ulteriori posti letto da dedicare ai pazienti Covid: nel caso dell’Usl 2 il piano di emergenza, l’ennesimo, prevede di convertire a strettissimo giro (tra oggi e domani) l’ospedale di Oderzo, che fino ad ora ospitava un solo paziente affetto da coronavirus. Un quadro in rapido peggioramento ma ampiamente previsto, tanto è vero che Benazzi aveva annunciato i 40 ulteriori letti a Oderzo a metà della settimana scorsa. Il problema è che dopo Oderzo, e dopo Valdobbiadene (ospedale riaperto con 60 posti per l’area non critica), l’unica speranza per tenere sotto controllo l’occupazione di posti letto è che calino i nuovi casi. Un flebile segnale di speranza si vede dall’andamento settimanale: negli ultimi sette giorni i nuovi casi in provincia di Treviso sono stati 4.078, la crescita continua ma a ritmo meno sostenuto rispetto alle tre precedenti settimane.


Emergenza ricoveri

Ieri anche le Terapie intensive, stabili da qualche giorno, sono tornate ad accogliere nuovi pazienti: tra questi, secondo quanto riferito dal direttore generale dell’Usl 2, anche un 45 enne, a riprova del fatto che nessuno, con un virus tanto subdolo, può sentirsi al sicuro (sempre secondo Benazzi, migliorano invece le condizioni dell’altro giovane in Rianimazione, il 37enne protagonista del video in cui risponde ai negazionisti). La pressione sugli ospedali è pesante soprattutto per Treviso (84 casi al Ca’ Foncello, più altri 14 nelle terapie intensive), Vittorio Veneto (91 pazienti in area non critica, 3 in Rianimazione) e Montebelluna (98, più due in Rianimazione). «Da domani fino al 20 novembre prevediamo un’ulteriore escalation in attesa del picco» sottolinea il dg Benazzi, «stiamo controllando l’ondata di nuovi ricoveri incrementando i posti letto ovunque. Il piano che abbiamo approntato ci consentirà di reggere anche stavolta. La nostra Usl è vicinissima al livello cinque previsto dalla Regione, a quel punto il piano prevede che si aprano nuovi posti letto per pazienti Covid a Oderzo. Siamo pronti per aprire tra oggi e domani». Meno preoccupante, invece, il quadro delle Terapie intensive, che - al contrario dei ricoveri - crescono a un ritmo di molto inferiore rispetto alla prima ondata. I posti occupati sono 24 su 104 potenziali, considerando i piani di emergenza: meno del 30% valutato come soglia critica.

Flessione della crescita

Consola poco, al momento, notare il rallentamento dell’epidemia nel corso dell’ultima settimana: «È vero, c’è una lieve frenata nell’incremento dei casi» evidenzia Benazzi, «il problema è che la linea dei ricoveri arriva sempre con qualche giorno di ritardo, per cui le ospedalizzazioni continueranno anche dopo che i nuovi casi avranno iniziato a scemare». Gli “attualmente positivi” in provincia di Treviso hanno sfondato quota 11 mila, con un incremento di oltre seicento casi nelle ultime 24 ore. Dall’inizio dell’emergenza a oggi, sono quasi ventimila i trevigiani che hanno contratto il coronavirus (e che lo hanno scoperto grazie a un tampone, molti di più gli effettivi contagiati): vuol dire che più di un trevigiano su 40 è stato infettato, quota significativamente superiore a quella nazionale (un italiano su 60), definita «un’enormità» dal commissario straordinario per l’emergenza Domenico Arcuri. Infine, il dato dei decessi: 35 nell’ultima settimana, due nella giornata di ieri.

I contesti a rischio

Restano sorvegliati speciali le scuole (anche se la didattica a distanza dovrebbe abbattere l’incidenza dei nuovi casi), le case di riposo e i luoghi di lavoro, per i quali l’Usl 2 ha chiesto la collaborazione delle aziende: vista la difficoltà nel tracciare i contatti, l’Usl ha chiesto ai titolari, in caso di contagio, di inviare tutti i dati delle persone che entrano in contatto con il positivo. Negli ultimi giorni si è acceso un nuovo focolaio in casa di riposo, alla Botteselle di Col San Martino, con 12 ospiti positivi. E le Rsa si blindano, come in primavera, vietando le visite dei familiari. —



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