Spacciò l’eroina prima della tragedia Viene scarcerato

Bottan stroncato da un mix di sostanze, il Riesame dispone solo il divieto  di dimora per il nigeriano  che procurò la droga

san vendemiano

I giudici del tribunale del Riesame di Venezia hanno annullato la misura cautelare del carcere nei confronti del nigeriano Emmanuel Kelvin, 54 anni, accusato di aver spacciato la dose letale di eroina che il 29 ottobre 2019 costò la vita a Leonardo Bottan, 44 anni, di Cappella Maggiore, trovato esanime nel bagno del Mc Donald’s di San Vendemiano. Kelvin, che è difeso dall’avvocato Fabio Crea, è stato scarcerato e, come misura, ha solo il divieto di dimora in Veneto.


Per conoscerne le ragioni, bisognerà leggere le motivazioni. Ma non è escluso che i giudici abbiano accolto le argomentazioni difensive dell’avvocato Crea che, perizia dell’anatomopatologo Antonello Cirnelli alla mano, ha sottolineato come la morte di Bottan non fosse dovuta all’esclusiva iniezione di eroina ma da un mix di eroina, alcol e benzodiasepina. In altre parole, secondo la difesa, non fu esclusivamente la dose di eroina a stroncare Bottan ma il mix con cui accompagnò l’iniezione della sostanza stupefacente.

Inoltre, si alleggerisce la posizione anche per lo spaccio in quanto l’accusa di aver ceduto una notevole quantità di droghe è stata ridimensionata dalla genericità del capo d’accusa.

Bottan, conosciuto come “Leo” dagli amici, si era diplomato elettrotecnico all’Itis Galilei di Conegliano. Da giovane era stato colpito da un virus e aveva subito un grave incidente sul lavoro, che lo avevano segnato. Per un periodo era emigrato in Germania in cerca di fortuna e occupazione. Aveva seguito un percorso terapeutico per risolvere i suoi problemi con gli stupefacenti, ma era ricaduto nel tunnel e quella ultima dose mixata con alcol e altre sostanze l’ha stroncato proprio un anno fa.

I carabinieri di Conegliano, che hanno indagato sulla vicenda, avevano individuato nel nigeriano il responsabile della morte di Bottan. Ora il colpo di scena. —

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