Il tema dell'immigrazione protagonista al Premio Vincenzoni

Lo sceneggiatore Luciano Vincenzoni a cui è dedicato l'omonimo premio

Sabato 14 novembre la cerimonia di consegna in diretta streaming. L'immagine dell'edizione 2020 è firmato da Casaro

TREVISO. E' giunta al termine, con la proclamazione dei giovani vincitori, la sesta edizione del Premio Luciano Vincenzoni , che mette in luce i talenti under 35  della scrittura cinematografica e della musica per film. I tre soggetti scelti dalla giuria trattano il tema dell'immigrazione, sotto vari punti di vista.

Pur nel difficilissimo scenario del 2020, segnato dalla pandemia, l'Associazione Luciano Vincenzoni di Treviso ha voluto rimarcare il valore della cultura cinematografica, portando avanti il concorso fino al traguardo, con la fondamentale collaborazione di sostenitori, pubblici e privati.  Il premio è dedicato alla memoria del grande sceneggiatore trevigiano, collaboratore di Pietro Germi, Mario Monicelli, Sergio Leone e altri maestri del cinema, scomparso a Roma il 22 settembre 2013.

I vincitori della sesta edizione

Soggetti cinematografici. Tra i 149 lavori partecipanti, la giuria (presieduta dal regista e sceneggiatore Giorgio Diritti e composta da Francesco Massaro, Michela Cescon, Paola Brunetta, Manlio Celso Piva, Decimo Poloniato, Maria Teresa De Gregorio e Francesco Targhetta) ha assegnato il primo premio a Veronica Penserini, 27 anni, di Castelnovo ne' Monti (RE) perQuattro Quarti. La motivazione: "Il soggetto, scritto con una sobria intensità e un originale andamento a due voci, coniuga la poesia dei sentimenti con l’esattezza degli schemi del gioco del basket e ritrae due personaggi che non possono non stare insieme, pur nell’ineluttabilità di ciò che accade loro. Con efficacia vengono toccati, per brevi cenni, temi impegnativi come l’immigrazione e la disabilità, anche se il cuore della narrazione è il rapporto tra i protagonisti, in un procedere complementare delle vicende che va al di là delle definizioni e che rappresenta in modo emblematico la sostanza di ogni amicizia".

Veronica Penserini ha frequentato l'Istituto Cinematografico “Michelangelo Antonioni” di Busto Arsizio, il Master di Rai Fiction in scrittura seriale ed  è iscritta al primo anno di sceneggiatura al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma.

 Secondo premio a Vera Santillo, 34 anni, di Roma per La casa del bene, con la motivazione: "Ritrae personaggi che vivono in una miseria sociale ed umana in cui le sofferenze patite tra emarginazione, prostituzione, isolamento, e le scelte di vita si fondono trasformando i sentimenti in urgenze di sopravvivenza. Il senso della vita assume, in questa realtà cruda e desolata, le sembianze di una “casa del bene” dove però il proprio “bene”, anche a discapito degli altri, spezza quel mondo di umanità che pareva nascere". Vera Santillo, casertana trapiantata a Roma, è coordinatrice di distribuzione cinematografica per la No.Mad Entertainment. Si è laureata in Filmologia all’Università degli Studi di Trieste ed ha frequentato l’Accademia di Cinema e Televisione Griffith. Infine, la giuria ha attribuito la menzione speciale a Domenico del Maestro di Milano per Tout va bien, che descrive la tratta dei migranti minorenni  "con uno sguardo lucido e mai incline alla retorica".

 

Musica per  film

Ventidue le partiture a concorso, composte per commentare una  sequenza tratta da Il Gobbo di Carlo Lizzani, film del 1960 che, nella sceneggiatura,  porta anche la firma di Vincenzoni. La giuria (presieduta da Giuliano Taviani compositore di musica per il cinema, teatro e televisione e composta da Marco Biscarini, Carlo Crivelli, Gian Luca Baldi, Caterina Calderoni e Marco Fedalto), ha attribuito il primo premio a Gian Marco Verdone, 26 anni, di Imola (BO) "per il suo lavoro molto accurato e per la spiccata musicalità. Il compositore dimostra  una profonda conoscenza della gestualità musicale e della dinamica audiovisiva". Gian Marco Verdone, diplomato in pianoforte e vincitore di diversi premi come solista,dal 2018 frequenta il biennio di Musica da Film al conservatorio “G.B. Martini” di Bologna, nella classe del maestro Zarrelli. Inoltre ha esordito come direttore con l’orchestra “Senza Spine” di Bologna.  Secondo premio a Paolo Annunziato, 24 anni di Taino(VA), autore che "dimostra  un’ottima familiarità con lo stile e le modalità d’interazione tra musica e immagine". E' compositore, orchestratore e copista freelance per diverse produzioni televisive e cinematografiche. Tre le menzioni speciali: a Matteo Sugan di Merone (CO), a Francesco Paolino di Bologna e alla musica firmata a quattro mani da Guido Tongiorgi di Pisa e Davide Paolillo di Milano.

La cerimonia finale in streaming

La cerimonia è in programma sabato 14 novembre, però cambia completamente format. Infatti,  a causa delle nuove restrizioni vigenti, emanate per contrastare il contagio da Covid-19, la premiazione non si terrà più dal "vivo" nell'auditorium di Santa Caterina a Treviso, ma verrà diffusa in diretta streaming, che chiunque potrà seguire nella pagina Facebook del Concorso Vincenzoni e con Italy Web Radio, dalle ore 17. Saranno collegati on-line: Paolo Ruggieri, Luigi Cesaroni e Pierluigi Gatti dell'Associazione Vincenzoni; Lavinia Colonna Preti, assessore ai Beni Culturali e Turismo  della Città di Treviso; i  vincitori delle due sezioni; i presidenti delle giurie Giorgio Diritti e Giuliano Taviani. Una soluzione necessaria, per ovviare all'emergenza del momento, ma che ha cancellato il concerto dell'ensemble del "Conservatorio Steffani" di Castelfranco Veneto, che avrebbe dovuto eseguire un omaggio a Ennio Morricone  e le composizioni vincitrici della sezione musica per  film, diretto dal maestro Gian Luca Baldi. Il concerto potrebbe essere proposto nella primavera del 2021, in occasione del lancio della settima edizione del concorso.

 

L'immagine del premio realizzata da Renato Casaro

Anche quest'anno la locandina del Premio Luciano Vincenzoni  è stata creata dal maestro trevigiano Renato Casaro, l'ultimo grande cartellonista autore dei memorabili manifesti di capolavori del cinema italiano e di Hollywood. Se nell'edizione del 2019 l'immagine simbolo era quella di Stefania Sandrelli (in Sedotta e abbandonata di Pietro Germi), per il 2020 Renato Casaro ha scelto di rendere omaggio al genio di Sergio Leone, regista con cui Vincenzoni collaborò a lungo (basti citare "La trilogia del dollaro"). L'immagine è un chiaro richiamo all'attore "icona" del western all'italiana, Clint Eastwood. La diretta streaming delle premiazioni prevede anche un collegamento con il maestro Casaro,  a cui sarà dedicata l'antologica Renato Casaro. L'ultimo cartellonista del Cinema. Treviso, Roma, Hollywood, che verrà inaugurata negli spazi del Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso, appena saranno superate le restrizioni dell'emergenza sanitaria

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