Processo per truffa a Sernagiotto. «Ca’ Robinia, non c’era traccia della fattoria didattica prevista»

Gli investigatori in aula: «Tutti i lavori fatti erano difformi al progetto originale che aveva avuto tre milioni di euro di fondi pubblici». La difesa: «La Regione sapeva, nessuna iniziativa personale di Sernagiotto»

NERVESA.

«Quando a fine 2015 s’è concretizzata la cessione di un ramo d’azienda della società Ca’ della Robinia, abbiamo effettuato un controllo amministrativo e ci siamo trovati di fronte ad una birreria rimessa a nuovo. In altre parole non c’era nulla del progetto originale (per il quale erano stati percepiti i fondi dalla Regione da oltre 3 milioni e mezzo di euro) che prevedeva, tra le altre cose, una fattoria didattica per disabili. L’area dell’ex discoteca, dove si doveva concretizzare il progetto, era in totale stato di abbandono».

È quanto ha testimoniato un sottufficiale della guardia di Finanza, ieri mattina, testimone al processo al processo “Ca’ della Robinia”, che vede alla sbarra l’ex europarlamentare e assessore regionale Remo Sernagiotto , Mario Modolo, dirigente dei servizi sociali della Regione, Giancarlo Baldissin, proprietario dell’ex Disco Palace (difeso dall’avvocato Massimo Benozzati), Egidio Costa e Pierino Rebellato, rispettivamente consulente finanziario e consigliere della società cooperativa poi fallita.

Le accuse contestate, a vario titolo, vanno dalla truffa aggravata per il conseguimento di contributi pubblici alla corruzione.

«Tra l’altro - secondo gli accordi - la società Ca’ Della Robinia non avrebbe potuto cedere rami d’azienda almeno per i primi cinque anni dal momento dell’erogazione del finanziamento regionale. A parte una rampa d’accesso per disabili tutte le spese fatte, come la ristrutturazione della birreria e di un appartamento, occupato dalla figlia di Bruna Milanese, presidente della società - cooperativa, non erano previste nel progetto originale. Altra anomalia che abbiamo notato è stato il fatto che secondo il progetto della società, al netto delle spese, gli introiti stimati erano di 11mila euro al mese (troppo pochi per poter poi restituire il finanziamento in 25 annualità come previsto) e che due terzi del finanziamento servivano per acquistare l’area dell’ex discoteca».

Intanto, mossa a sorpresa della difesa di Sernagiotto, rappresentata dall’avvocato Fabio Crea, che ad inizio dell’udienza ha avuto un botta e risposta con Diego Bottacin, l'ex sindaco di Mogliano al tempo membro del consiglio Regionale.

L’avvocato Crea ha insistito sul fatto che l'articolo 8 della legge di Bilancio del 2011, che sovrintendeva il fondo di rotazione di cui beneficiò anche Ca' della Robinia, fosse stato in realtà scritto e approvato dalla Quinta Commissione regionale (Sociale e Assistenza).

«Non si può dire che tutto è stato fatto alla spalle degli organi regionali - ha detto l'avvocato Crea - ma da questo documento si evince che c'è un voto che chiaramente indica le linee generali. Non è stata una iniziativa di Sernagiotto, che di quella commissione non faceva neppure parte». —

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