Al via con i tamponi rapidi nelle scuole a Treviso
«Stop quarantene: da domani si comincia»

Benazzi: «Abbiamo già un buon quantitativo di kit in casa, siamo pronti».
Rigoli: «Troveremo l’antigene in 10 minuti» 

TREVISO. Una volta individuato l’alunno con sintomi di sospetto Covid si procede allo screening tra i banchi di scuola.

Se è positivo scatta la verifica per tutti i contatti stretti, compagni e insegnanti.

«Domani partiamo con i test rapidi per la ricerca dell’antigene a scuola, mancano le linee guida, ma contiamo arriveranno a breve.

Noi siamo pronti a cominciare, abbiamo già in casa una buona fornitura di kit» annuncia il direttore generale dell’Usl 2 Francesco Benazzi.

L’approccio scelto dall’azienda sanitaria trevigiana per gestire le positività al coronavirus con l’invio della task force direttamente in classe per fare lo screening veloce si dimostra vincente, tanto che il Ministero della Salute ha dato via libera ai test rapidi anti-Covid in tutti gli istituti d’Italia.

Da ora in poi in caso di presunto Covid l’intera classe verrà sottoposta al test rapido per la ricerca dell’antigene che in 10 minuti rileva se la persona è entrata in contatto con il virus.

Una formula innovativa per tenere sotto controllo l’epidemia a cominciare dalle scuole, dove si stanno concentrando il maggior numero di focolai anche se tutti, fortunatamente, con conseguenze lievi per la salute degli alunni contagiati.
 

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La strategia trevigiana verrà applicata anche su scala nazionale.

Prevede l’utilizzo del test rapido per la ricerca dell’antigene. Si tratta di un cotton fioc che viene strofinato in gola e nel naso, nel giro di 10 minuti l’esito è in grado di dire se la persona è entrata in contatto con il virus, producendo gli anticorpi.

Il kit funziona come un test di gravidanza, cambiando colore: in caso di positività il liquido verrà catturato dalla zona in cui sono stati posti gli anticorpi contro Covid-19 e comparirà una banda rossa.

Il test trova le tracce del virus nelle vie respiratorie, in caso di positività si procederà con la verifica tramite il tampone tradizionale analizzato in biologia molecolare.

«La chiave per ottenere un risultato attendibile è il tempo» dice il primario di Microbiologia dell’Usl di Treviso Roberto Rigoli, che da mesi sta testando i kit, «per essere affidabile la valutazione va fatta nell’arco di 15 minuti».

Il vantaggio è duplice, perché da una parte si accorciano i tempi per conoscere la diffusione del virus in classe e dall’altra è possibile evitare la quarantena preventiva per gli studenti negativi scongiurando il lockdown di intere classi, talvolta istituti.

L’Usl di Treviso ha eseguito uno degli studi internazionali più corposi sui test rapidi antigenici.

«Un’indagine in doppio su 3.486 soggetti» spiega il dottor Rigoli «di questi 413 su 415 sono stati individuati dal test rapido e confermati dal tampone tradizionale, dimostrando una sensibilità (capacità di rilevare anche minimi quantitativi di anticorpi) pari al 99,52%».

La prossima novità: l’arrivo di un lotto ad altissima precisione, annuncia Rigoli, «cercherà l’antigene attraverso uno strumento che, a differenza del kit che si colora di rosso, legge e amplifica il segnale. Con altissima sensibilità». —


 

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