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Rapinato e scaraventato a terra: anziano di Arcade muore dopo il ricovero

Giovanni Coghetto, 84 anni, non si è più ripreso: i figli ora chiedono giustizia. Aveva riportato trauma cranico e frattura di un femore. Ad aggredirlo due donne 

ARCADE.

A inizio agosto era stato aggredito da due donne che gli avevano rubato la catenina e il braccialetto d’oro. Lui era caduto, si era fratturato un femore e aveva battuto malamente la testa. Da allora non s’era più ripreso.


Dopo quasi un mese di ospedale, era stato trasferito in una casa di riposo ma ieri notte un’emorragia cerebrale l’ha stroncato. Ora, a quasi due mesi di distanza dall’aggressione, i figli di Giovanni Coghetto, 84 anni di Arcade, chiedono giustizia. Lino, Elisabetta e Marinella chiedono che le due donne, che il 2 agosto scorso rapinarono il padre, vengano individuate e rispondano della sua morte.

«Nostro padre – raccontano i figli dell’uomo – prima di essere aggredito stava benissimo: nonostante l’età non aveva problemi di salute e camminava sempre durante il giorno. Da quel maledetto 2 agosto è entrato prima in ospedale e poi in casa di riposo e non è più uscito».

Per i figli di Coghetto, c’è un nesso causale tra la rapina e la morte del padre e per questo chiedono giustizia. «Durante l’aggressione – spiegano – quelle due donne lo spinsero a terra. Lui inizialmente non chiese aiuto al 118, ma poche ore dopo, svenne a casa. Lo portammo così all’ospedale di Treviso dove fu ricoverato per un trauma cranico e un femore rotto. Al Ca’ Foncello rimase per quasi un mese prima di essere trasferito in case di riposo a Selva. In ogni caso, denunciammo il fatto ai carabinieri della stazione di Nervesa».

Era la mattinata del 2 agosto scorso quando due donne si avvicinarono all’anziano di Arcade mentre stava chiudendo un balcone della sua casa di via Madonnetta. «Per strappargli la collana d’oro – raccontano i familiari – e il braccialetto, fu scaraventato a terra. Lui inizialmente non aveva voluto chiamare il 118, pensava di riprendersi ma svenne e così lo portammo all’ospedale dove, dagli esami, si scoprì che aveva un femore rotto e una brutta botta alla testa. Da allora non s’è più ripreso ed è per questo che chiediamo giustizia».

La rapina, denunciata ai carabinieri della stazione di Nervesa, innescò le indagini degli uomini dell’Arma. «Da allora – proseguono – non abbiamo più saputo nulla. Intanto nostro padre s’è lentamente spento. Stanotte, all’improvviso è andato in coma e in mattinata è morto nonostante fosse stato tempestivamente ricoverato all’ospedale di Castelfranco».

Starà ora alla magistratura decidere se aprire un fascicolo sulla vicenda ed eventualmente disporre un’autopsia sull’anziano di Arcade. –

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