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Consorzio Prosecco Docg, il nuovo cda slitta di due mesi: la trattativa si complica

Domani in tribunale a Treviso l’udienza sul ricorso di venti aziende, azione legale già “disinnescata” Giovedì torna a riunirsi l’assemblea del Consorzio, ma non si voteranno i consiglieri: si discute ancora 

PIEVE DI SOLIGO Ancora due mesi di tempo, fino al 30 novembre, per definire la nuova governance del Consorzio di tutela Prosecco Superiore Conegliano Valdobbiadene Docg. L’assemblea dei soci di giovedì primo ottobre è stata confermata, ma il cda uscente proporrà che l’elezione dei nuovi componenti (15) venga posticipata per dar modo a due giudici di interpretare le norme statutarie sulla rappresentanza e decidere quanti potranno essere i delegati degli imbottigliatori, dei vinificatori e dei produttori.

IL RUOLO DEI GIURISTI


In marzo il cda uscente aveva proposto 32 candidati, mentre il primo settembre il cda, con una nuova maggioranza, aveva ridotto il numero a 24. La scelta, ora, spetterà ai due giuristi, scelti tra i luminari del settore e pagati dai componenti del cda. Si sa, però, che l’opera di pacificazione intrapresa dal presidente uscente Innocente Nardi, per arrivare a candidature condivise, ha già ‘arato’ il terreno e avrebbe individuato una prima schiera di possibili candidati. L’assemblea di giovedì non dovrebbe riservare sorprese al riguardo. Ma c’è chi sta ancora in guardia.

Le cantine, soprattutto, che rappresentano la maggioranza dei soci (intorno al 55%). Domani a Treviso, in tribunale, ci sarà un’udienza sul ricorso presentato da un gruppo di privati, soprattutto valdobbiadenesi, contro l’assemblea dei soci che il 10 settembre non ha approvato la scelta dei 24 candidati maturata nel consiglio di amministrazione del primo settembre.

Il ricorso sostiene che quella convocazione è stata illegittima. Giovedì sera, all’interno della lunga e faticosa seduta del cda, presieduta da Nardi, è stato raggiunto l’impegno verbale per convincere i ricorrenti a ritirare il ricorso. Bisogna, però, attendere l’udienza di domani mattina per verificare se questo accadrà.

rischio nuova spaccatura

Se non succedesse, se cioè il giudice verrà chiamato ad esprimersi, ogni intesa potrebbe saltare. Le cantine, che hanno presentato una loro memoria, sono convinte di essere dalla parte della ragione, e quindi della validità dell’assemblea.

Ma se il giudice dovesse dar ragione agli altri? Questi ‘altri’ sono per la maggioranza dei produttori di Valdobbiadene, che fanno parte di quella componente del Consorzio che, tra l’altro, vorrebbe cancellare il nome ‘Prosecco’ dalle etichette. La loro convinzione, infatti, è che si venda meglio con la citazione “Conegliano Valdobbiadene”, meglio ancora solo “Valdobbiadene”. Ciò che le cantine assolutamente non vogliono accettare. 



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