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Regionali, il voto a Treviso: in provincia Zaia vale 5 volte la Lega, l'armata viaggia all'80 per cento

Il governatore in patria ha preso diversi punti in più rispetto al resto del Veneto. Impietoso il confronto con il Carroccio 

TREVISO. Quasi 4 punti percentuali in più: dal 54,80% delle elezioni regionali del 2015 al 58,27% delle elezioni regionali 2020. È il risultato globale dell’affluenza nei 94 Comuni della Marca per quanto riguarda la scelta del nuovo governatore del Veneto.

Una gara che non c’è mai stata, con il presidente della Regione uscente Luca Zaia a raggiungere nella sua provincia di nascita risultati bulgari. Zaia con la sua personalissima lista civica, nei Comuni della Marca, ma non nel capoluogo, ha superato di 4-5 volte i voti della lista della Lega.

A livello provinciale, con metà seggi scrutinati, la vittoria di Zaia era già nettamente superiore a livello veneto (circa 5-6 punti percentuali in più) e di 20 punti superiore a quella delle regionali del 2015 quando Zaia si attestò intorno al 60% nella Marca.

La lista di Zaia – quando erano stati scrutinati 670 seggi su 826 – ieri notte passava dal 37% del 2015 al 56,7%, la Lega scendeva dal 17% al 12,7%, Forza Italia dal 4% a meno del 2% mentre Fratelli d’Italia saliva da poco più dell’1% al 6,7%. Non sfonda invece la “lista dei sindaci” leghista, un risultato analogo a quello del 2015 di Indipendenza Veneto (che sosteneva Zaia). Il Pd scende dal 14% al 10,2%. Il Movimento 5 stelle vede invece ridotto – sempre su 670 seggi – a un quarto il proprio risultato: da oltre l’8% all’1,9%.

Una Marca trevigiana in cui domenica e ieri gli elettori erano chiamati al voto anche per cambiare sindaco in 5 Comuni: la prova del nove di Castelfranco con il ricandidato Stefano Marcon, l’anomalia assoluta di Spresiano con Della Pietra contro la Lega, Chiarano, Vidor e Arcade con in pista lo storico braccio destro di Zaia in Regione, Fabio Gazzabin. Comuni nei quali Chiarano ha fatto il balzo rispetto al 2015 – parliamo ancora di voto regionale – con una affluenza passata dal 49,49% al 58,07 e Spresiano dal 63,80 al 66,41%, Castelfranco con un sostanziale pareggio intorno al 61% mentre Arcade ha visto calare l’affluenza dal 68,02 al 66,11%, come pure Vidor sceso dal 62,32 al 60, 85%.

Più in generale, c’è da registrare che sempre sui 94 Comuni trevigiani al voto per le regionali, solo in 15 casi l’affluenza è stata inferiore al 2015.

Ma per capire l’aria che tira bastava vedere ieri sera poco dopo le 20 il primo scrutinio definitivo della Marca, quello del Comune di Borso del Grappa, con Zaia e le sue liste all’82,45% pari a 2.495 contro un Lorenzoni del Pd con le sue liste al 9,22% (279 voti) e Cappelletti per i 5 stelle al 2,84% (86 voti) e giù a sprofondare gli altri.

Però Zaia a Borso con la sua lista ha preso il 61,3% (1.545 voti) contro il 14,7% (371) della Lega: oltre 4 volte più del Carroccio. Secondo Comune definitivo, quello di Tarzo: all’armata di Zaia 1.723 voti, pari al 79,58%, a Lorenzoni 243 voti per un 11,22%, a Cappelletti 80 voti, il 3,70%. Ma la lista Zaia ha preso il 59,7%, quella della Lega solo il 12,8%, dislivello netto. E San Zenone degli Ezzelini? Lì l’armata di Zaia ha totalizzato 3.087 voti che vogliono dire l’85,65% dei consensi contro il 5,80% (209 voti) di Lorenzoni. Curiosità: qui i no vax sono terzi, superando i grillini: Paolo Girotto del Movimento 3V Libertà Di Scelta ha preso 91 voti (2,52%) mentre i 5 Stelle 77 (2,14%). Ma anche a San Zenone il confronto tra i padani e Zaia resta impietoso seppur meno pesante: la Lista Zaia al 61%, quello della Lega al 16,9%. Tre Comuni, tre chiavi di volta per capire come mai già a metà scrutinio la corazzata di Zaia nella “sua” Marca viaggiava con 5-6 punti percentuali in più rispetto al resto del Veneto, sempre a ridosso o oltre l’80%. Ma soprattutto la dimostrazione del fatto che nell’attesissimo derby tra Zaia e la Lega, il Carroccio della Marca abbia perso le ruote, sbandando per finire a bordo strada. Non una forbice: una spaccata. E infatti già a 338 sezioni su 826 scrutinate, la situazione in provincia di Treviso era la seguente: la lista Zaia viaggiava sul 58,3% (87.905 voti) mentre la Lega era al 12,7% pari a 19.143. Come dire Zaia da solo valeva oltre 4 volte, quasi 5, il suo partito. E a metà strada dalla Lega partito c’era Fratelli d’Italia con il 6,4% (9.714 voti). Mentre il Pd era al 9,5% (14.372 voti) per un Lorenzoni che nel totale delle sue liste era fermo all’11,8% (20. 786 voti). Altro Comune simbolo, Ponzano: a Zaia 5.323 voti pari al 77,88%, ma la sola lista Zaia supera il 56% con 3.239 voti contro il 12,8% della Lega, che ha raccoglie solo 732 voti.—


 

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