Elezioni regionali: Lega, a Treviso veleni e tossine a mille. Schiaffo vittoriese a Da Re

Gli assessori di Miatto non corrono per Possamai e invitano Busolin ai Laghi Blu. Motta, il sindaco Righi non sostiene il predecessore Speranzon. E neanche Buran

TREVISO. A poche ore dalla chiusura della campagna elettorale, mentre i candidati celebrano banchetti, spiedi e feste di chiusura con big sodali e simpatizzanti, i sismografi della Lega tornano ad agitarsi. In particolare a Vittorio Veneto, e a Motta di Livenza. E altri sussulti si riverberano nel capoluogo.

Cosa succede? Che stanno saltando le stesse logiche di campanile, in queste elezioni molto particolari. Tensione altissima a Vittorio Veneto, dove molti esponenti della giunta Miatto, assessori Fasan e Antiga in primis, non sembrano correre per l’uscente Gianpietro Possamai, enfant du pays, pupillo di Toni Da Re.


Anzi, c’è chi non fa mistero di sostenere Stefano Busolin, (lista Zaia), che non a caso ieri ha chiuso la sua campagna ai Laghi Blu. Il luogo dove Da Re e i suo i sodali chiamarono Salvini, dopo il patto di Pramaggiore, per riprendersi il partito dalle mani di Flavio Tosi. Corsi e ricorsi? Intanto ci si mette di mezzo anche la location, a forte valenza simbolica nel feudo di Da Re.

Non era passata inosservata nemmeno la presenza dell’assessore Caldart, consorte del supermanager Gianni Zoppas, a un recente incontro elettorale di Busolin. RadioLega parla di un Da Re irritatissimo, nonostante Possamai sulla carta non avesse concorrenti in zona: si attendeva che il sindaco Miatto tenesse la giunta? E c’è chi giura che il baffo vittoriese, furente, abbia fatto scattare soccorsi a Possamai da altre zone, compreso l’hinterland trevigiano. E che lo stesso Possamai, dal canto suo, rivolga forti attenzioni anche all’Opitergino Mottense.

A proposito, proprio a Motta si registrano altri sussulti, E c’entra ancora Busolin: il sindaco, nonché consigliere provinciale, Alessandro Righi ha fatto endorsement per lo stesso Busolin e Sonia Brescacin. Non per il suo predecessore Paolo Speranzon, che corre nella stessa lista. Forse perché c’è pure Stefania Buran, votatissima alle ultime comunali, ma rimasta senza referato perché non esattamente in feeling con il primo cittadino.

C’era una volta il campanile, anche in casa Lega? Una legge di Murphy al contrario potrebbe produrre un risultato anomalo: Lega più forte che mai ma spaccatissima. Basta vedere cosa succede nel capoluogo, nel derby Caner-Schiavon, che taglia giunta e consiglio. Oddio, ai caneriani non è piaciuto che Conte appaia solo nel video di Schiavon. Ma il primo cittadino è ufficialmente super partes. Fuori dalla mischia anche il vice Andrea De Checchi, ex Pdl (voterà Fi?) e Giancarlo Iannicelli, presidente del consiglio.

E maggioranza e giunta? Per Caner ecco Giancarlo Gentilini, Sergio Marton, Massimo Bassetto, Vittorio Zanini, Claudia Tronchin, Matteo Marin.

Per Schiavon Riccardo Barbisan, escluso dalla lste per lo scandalo dei buoni Covid, Giancarlo Da Tos, Roberto Borsato, Nicola Torresan, Antonio Dotto. Pare infine che Mirco Visentin divida il suo pacchetto di voti.—


 

Pancake di ceci con robiola e rucola

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi