«Saluto fascista per i nostri martiri» Anpi contro Rsi, si rinnova lo scontro

L’associazione “Continuità Ideale” si riunisce per la cerimonia al Bus de la Lum e poi al lago Lughera Chiara Marangon: «Diffondono notizie false, nessun civile o militare fu gettato vivo nell’inghiottitoio»

FREGONA

«Un falso. L’abbiamo sempre sostenuto e lo ribadiamo in questa circostanza»: lo afferma ancora una volta Chiara Marangon, presidente dell’Anpi di Vittorio Veneto, commentando la denuncia che questa mattina sarà rinnovata nel bosco del Cansiglio, là dove sprofonda il “bus de la lum”. L'associazione culturale Rncr-Rsi "Continuità Ideale" Treviso e l'associazione Famiglie e Caduti Dispersi della Rsi Treviso e Belluno hanno organizzato per questa mattina la Commemorazione dei martiri – così vengono definiti - civili e militi della Rsi «trucidati e gettati nella Foiba dai partigiani comunisti». Ma quanti sono stati? Centinaia secondo gli organizzatori del tradizionale appuntamento di fine agosto. L’Anpi invita a non dimenticare che quei drammatici eventi accaddero al termine di una guerra cruenta e quanto è accaduto, anche di tragico, va interpretato in quel contesto storico. La voragine venne usata, sostengono taluni ambienti della Resistenza, come sepoltura, non come la foiba della vendetta. Del tutto opposta la versione dei parenti delle vittime e dei reduci della Rsi. Parenti (almeno alcuni) che saranno presenti anche stamani. Al mattino la messa celebrata da don Floriano Pellegrini, alle 10, nell’area sottostante il ‘bus de la lum’, successivamente la cerimonia ai piedi della croce che veglia sulla ‘foiba’. Sarà dato il ‘presente’, informano gli organizzatori, quindi il saluto romano. «Sì, il saluto fascista», ci viene precisato. Successivamente verrà inaugurata la Croce posta al laghetto di Lughera a Fregona, luogo dove vennero trucidate altre persone civili e militi della Rsi sempre a guerra finita. Quante saranno state? Lo spiegherà l’ex senatore Antonio Serena; insieme a lui ci sarà un altro storico, Roberto Pecchioli. Si parla di una trentina di trucidati. Ma lo stesso gruppo di ricerca storica dell'Associazione Famiglie Caduti e Dispersi della Rsi ha fatto i nomi di 12: Mario Antonazzo, Giacino Artico, Basilio Curasi, Vera De Conti in Pazzagli, Antionio Fiorot, Giuseppina Gattel in Zanette, Giorgio Pazzagli, Carlo Ragona, Carmelo Serio, Luigi Serio, Raffaele Uberti, Giovanni Abele Zanette. Una ricerca approfondita su questi eventi l’ha condotta Pierpaolo Brescacin, direttore dell’Isrev, tra i più accreditati studiosi della Resistenza. Al lago Lughera, dove per la prima volta si svolge una celebrazione commemorativa, verrà oggi fissata anche una croce. Anche qui è previsto il ‘presente’. E, ovviamente, non mancheranno le prevedibili polemiche che esploderanno sul piano politico. —




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