La denuncia della Cisl: «Insegnanti spediti troppo lontano da casa»

Era Covid, cervellone elettronico per le nomine dei docenti: c’è chi si ritrova “spedito” a Bardolino. Nei giorni scorsi, sono state comunicate le immissioni in ruolo degli insegnanti di primaria e infanzia, attingendo dalle Gae (Graduatorie provinciali a esaurimento) e dal concorso regionale straordinario 2018. Il guaio è che diversi docenti – specie diplomati magistrali – avrebbero rinunciato all’assunzione da Gae, così il cervellone, per le province con le Gae già esaurite, avrebbe tappato le falle con la graduatoria del concorso regionale. Tanto che Michela Gallina, Gilda Treviso, rivela come «ci siano stati casi di insegnanti spediti lontano da casa, con tutte le difficoltà del caso». Teresa Merotto, della Cisl, aggiunge: «Si dovevano scorrere le varie Gae provinciali con la stessa tempistica, ma non è stato fatto. E poi il sistema informatico s’è rivelato penalizzante, impedendo il coordinamento». E se qualcuno è riuscito a trovare posto in una provincia confinante, c’è chi s’è trovato scaraventato dall’altra parte del Veneto. «Colpa del sistema informatico imposto dall’era Covid, di solito le assegnazioni si facevano in presenza. Fosse andata come gli anni scorsi, forse non mi sarei ritrovata così lontana da casa», ci racconta una maestra trevigiana, che preferisce mantenere l’anonimato. Fino all’anno scorso, insegnava in una primaria dell’Opitergino. Ora, però, si troverà costretta a prendere servizio dal 1° settembre a Bardolino, sponda veronese del lago di Garda. A meno che non prenda altre decisioni. Un caso-limite. Tanto che la maestra ha inviato pure una lettera all’assessore regionale Donazzan. «Un fulmine a ciel sereno, una notizia che ti sconvolge la vita. Al di là del cervellone, il problema vero è coinciso con la gestione delle rinunce registrate nelle Gae», incalza la maestra. Che ora si trova a un bivio: «Rinunciare significherebbe perdere il ruolo e ritornare precaria. E c’è pure il vincolo di permanenza dei cinque anni. Trattandosi di un concorso regionale, si sapeva di poter finire in un’altra provincia. Ma trovarmi così lontana, questo no». —

M. T.


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