Possagno, identificato il turista austriaco che ha vandalizzato la statua di Canova

I carabinieri lo hanno fermato e lui ha ammesso le sue colpe. Si era sdraiato accanto all'opera di Antonio Canova per scattarsi un selfie ed era scivolato facendo saltare le dita dei piedi. Poi era scappato

POSSAGNO. È stato individuato, e ha ammesso la propria responsabilità, il turista austriaco che sabato scorso aveva danneggiato la "Paolina Bonaparte" di Antonio Canova, custodita nel Museo Gipsoteca di Possagno. L’uomo ha vandalizzato l’opera che ritrae la sorella di Napoleone Bonaparte ritratta come Venere vincitrice dopo essere andata in sposa al nobile romano Camillo Borghese, sedendosi sui suoi piedi per scattarsi un selfie. 
 

Possagno, il video del turista austriaco che rompe una statua del Canova e se ne va

 
A risalire all'identità dell'uomo, un cinquantenne, sono stati i carabinieri della stazione di Pieve del Grappa, che hanno dapprima esaminato i video delle telecamere di sorveglianza interne, che hanno immortalato tutte le fasi del danneggiamento. Intorno alle 12.30 di sabato scorso l'uomo, che faceva parte di un gruppo di turisti connazionali, è stato filmato mentre si sdraiava a fianco della statua, scattando fotografie. Nel rialzarsi era scivolato, e accortosi del danno  era scappato allontanadosi velocemente.
 
 
Risalendo al registro delle visite - obbligatorio anche per le norme di sicurezza anti Covid-19 - i carabinieri sono risaliti alla donna che aveva effettuato la prenotazione per conto del gruppo, che risultata essere proprio la moglie del danneggiatore, che si è detto disponibile a pagare le conseguenze del suo gesto. Ora il fascicolo stato trasmesso alla Procura della Repubblica di Treviso.
 

I carabinieri di Pieve del Grappa hanno stabilito, fin da subito, che quella persona faceva parte di un gruppo di turisti austriaci che, in rispetto delle disposizioni per il Covid-19, aveva prenotato la visita attraverso accredito, inviato via mail al museo. Proprio da quel messaggio di prenotazione, i militari hanno contattato la donna che aveva fissato la visita per una decina di persone, spiegandole, con un interprete, la gravità del danno. A quel punto, in lacrime e presa dalla disperazione, la donna ha riferito che l'autore dello scempio era il marito, aggiungendo che era intenzione del consorte spiegare l'accaduto, scusarsi e rendersi disponibile ad affrontare le conseguenze delle sue azioni e dunque a pagare i danni. E così, alcune ore dopo, alla caserma dell'Arma di Pieve del Grappa è arrivato per email un accorato messaggio con cui l'uomo trasmetteva le sue generalità e la foto della propria carta d'identità, confermando i fatti così come ricostruiti dalle indagini, assumendosi totalmente la responsabilità, consapevole delle conseguenze che lo attendono.

Nel frattempo i carabinieri hanno trasmesso all'autorità Giudiziaria una dettagliata relazione sul contenuto delle indagini, con l'ipotesi di reato di danneggiamento. 

«Apprezzo il senso civico di questo cittadino e prendo atto delle sue parole di imbarazzo per quanto accaduto». Lo scrive Vittorio Sgarbi, presidente della Fondazione Antonio Canova di Possagno, commentando su Facebook le scuse del turista austriaco che ha danneggiato la Paolina Borghese per farsi fotografare. L'uomo, abitante ad Aistersheim, ha scritto a Sgarbi per autodenunciarsi dopo aver letto dell'incidente sui giornali austriaci.

«Io rimango a completa disposizione per questo incidente - precisa il testo della mail inviata a Sgarbi - è stato un comportamento irresponsabile da parte mia, le conseguenze non mi erano note, pertanto ho continuato normalmente la visita al museo e l'intero soggiorno in Italia, non sono 'fuggitò». Il turista chiede quindi «informazioni sui passi che sono necessari da parte mia in questa situazione per me molto spiacevole e per la quale, in primo luogo, mi scuso in in tutti i modi».

 
 
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