Coronavirus, a Treviso scoppia maxi focolaio tra i migranti: 133 positivi alla Serena

Sono arrivati i primi risultati dei tamponi eseguiti tra i migranti della caserma Serena dopo la scoperta qualche giorno fa di tre positivi

TREVISO. Sono 133 i migranti della caserma Serena che sono risultati positivi al Coronavirus dopo i tamponi effettuati mercoledì dall’Ulss 2. Il maxi focolaio nella struttura che ospita i migranti è stato scoperto dopo che, mercoledì mattina, tre persone sono risultate positive. Ora i positivi verranno isolati all'interno della stessa struttura.

Così tutti e 350 gli ospiti dell’ex caserma Serena - oltre al personale della cooperativa - sono stati sottoposti al test anti-Covid, che giovedì ne ha riscontrato la positività di 80. Questa volta non si sono verificate rivolte, ma la questura continua a monitorare la struttura.

L'USL: TUTTI ASINTOMATICI. "Completato lo screening all’ex Caserma Serena. Complessivamente sono stati eseguiti 315 tamponi, 293 sui migranti e 22 sugli operatori che hanno evidenziato 133 positività tra gli ospiti. 

I positivi, tutti asintomatici, sono stati immediatamente isolati all’interno della struttura. La quarantena è estesa anche ai  negativi. Tra una settimana sia gli operatori sia gli ospiti saranno nuovamente testati.
 

Coronavirus, maxi focolaio tra i migranti a Treviso. Zaia: "Monitorati e isolati"

 
I controlli all’ex Serena, scattati dopo le tre positività emerse tra i migranti, sono stati completati nell’arco di 24 ore: l’Ulss 2, in collaborazione con Prefettura, Forze dell’Ordine, Comuni di Treviso e Casier, ha organizzato e completato il maxiscreening con la massima tempestività. Ciò ha permesso di individuare rapidamente i positivi ed organizzare l’isolamento all’interno dell’ex Serena. 
 
L’Ulss 2 garantirà il monitoraggio costante della situazione, in collaborazione con tutti gli enti coinvolti".

Secondo focolaio Covid alla Serena di Treviso, il sindaco di Casier: "Controlli serrati sui migranti"

CONTE: CHIUDERE LA STRUTTURA. "Un focolaio, quello all’interno della struttura, che genera un danno incalcolabile al nostro territorio", scrive il sindaco Conte su Fb. "Ci stavamo riprendendo, il turismo stava nuovamente vedendo la luce e con questa batosta ci ritroviamo a terra, dopo che il Governo non ha MAI ascoltato la nostra richiesta di chiudere la Caserma.

A dirla tutta, stiamo ancora aspettando che il Ministro Lamorgese venga a vedere con i suoi occhi la situazione. Sono arrabbiato perché ora ci troviamo a fronteggiare una nuova emergenza. E la colpa non è dei cittadini.".

Sono arrabbiato perché ora ci troviamo a fronteggiare una nuova emergenza. E la colpa non è dei cittadini.
 

Benazzi 133 positivi all'ex caserma Serena, ecco cosa faremo

 
ZAIA: GESTIAMO L'EMERGENZA. «Monitoriamo e isoliamo, come abbiamo sempre fatto con tutti»: lo ha detto il governatore del Veneto Luca Zaia commentando i 129 positivi riscontrati nel Centro di accoglienza migranti allestito all'interno dell'ex Caserma Serena di Casier, nel Trevigiano.
 
«Sul fronte immigrazione, visti i continui sbarchi a Lampedusa - ha proseguito - sottolineiamo che la Regione Veneto non è disponibile ad accogliere immigrati a meno che non siano persone che scappano da guerre e morte, che vanno salvate senza se e senza ma». Quanto alle polemiche sui «pieni poteri» e l'emergenza prolungata dal Governo il presidente della Regione ha sottolineato che «è assurdo pensare ad una centrale unica di acquisti, le Regioni hanno sviluppato una grande competenza: al governo dovrebbe spettare un ruolo di coordinamento»
 
TAMPONI A TAPPETO. I tamponi sono stati eseguiti ai 350 ospiti dell’ex caserma Serena dopo che, nei giorni scorsi, è risultato positivo  un ospite che manifestava lievi sintomi influenzali.
 
A seguito della sua positività sono stati testati due suoi contatti stretti: entrambi sono risultati positivi per cui questa mattina è iniziato lo screening sarà esteso a tutti gli ospiti e operatori della struttura.  Il timore era che potessero esserci nuove rivolte come quelle che si erano verificare un mese fa.
 

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LE CONTROMISURE. Prefettura ora sta coordinando l’intervento per la gestione dell’emergenza. Circa due mesi fa all’interno della caserma si registrò un caso di contagio relativo ad un operatore e un ospite. In quel caso a importare nel centro di accoglienza il virus fu proprio l’operatore straniero che lavorava nel centro e aveva nascosto la febbre. 
 
Alla fine dell'incontro il dg dell'Usl 2, Francesco Benazzi, ha infatti spiegato che I positivi verranno isolati dagli altri ospiti e saranno tenuti in isolamento all’interno della stessa caserma. Il tampone verrà effettuato nuovamente tra sette giorni e nel frattempo verranno ricostruiti i contatti di ognuno per effettuare ulteriori controlli.
 
 
Ora si cerca di capire come il virus sia rientrato all’interno della struttura o se non se ne sia mai andato
 
IL FOCOLAIO TRA I MIGRANTI DI JESOLO. Quindici giorni fa una situazione analoga si è verificata alla Croce rossa di Jesolo, dove sono ospitati 120 ospiti. Il primo caso era stato un nigeriano di 30 anni sottoposto a tampone prima di un'operazione alla gamba e risultato positivo il 9 luglio. 

 

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