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Centro disabili, è incubo a Treviso: altri sette positivi al Coronavirus

Sale a otto il numero dei contagiati nella struttura residenziale. Uno degli ospiti è ricoverato al Ca’ Foncello

TREVISO. Sei ospiti ed un operatore – con quello individuato per primo l’altro giorno fanno due – positivi al tampone nella struttura residenziale per persone con patologie psichiatriche che ha sede nella prima periferia del capoluogo, fra Treviso e Villorba.

Sollievo invece per il reparto di Malattie Infettive dell’ospedale Ca’ Foncello, il centro anti-Covid di riferimento provinciale attrezzato per la lotta al virus, dove era risultata positiva un’infermiera contagiata dal compagno: tutti negativi i primi 12 tamponi processati ieri. Del resto il personale si muove nel reparto in condizioni di massima sicurezza. Più preoccupante il caso del centro residenziale.

I test sulle 45 persone, tra ospiti e operatori, che gravitano intorno alla struttura sono stati effettuati ieri in tempi rapidissimi dalla task force coordinata dal dottor Franco Moretto che sta occupandosi di tenere sotto controllo gli ambiti territoriali (centri e case di riposo).

Il risultato, si diceva, è di 8 positivi. L’Usl precisa che le persone contagiate sono tutte asintomatiche, a parte una che è stata ricoverata in Malattie Infettive. Come provvedimento immediato le persone risultate positive sono state poste in isolamento nell’ambito della comunità: si tratta di un gruppo di appartamenti per disabili adulti che verranno monitorati lì dove infatti risiedono.

L’ipotesi di chiudere il centro non è stata presa in considerazione proprio perché gli ospiti sono organizzati per piccoli gruppi facilmente isolabili. Chi sta bene continuerà con le attività consuete. Isolamento al domicilio, invece, per i due operatori.

Al momento nella Marca i soggetti in quarantena a domicilio sono 630, tra questi 16 hanno i sintomi della malattia. Sale, però, anche il numero dei ricoverati. A ieri nel reparto trevigiano guidato dal virologo Pier Giorgio Scotton, erano nove i pazienti in terapia nell’area non critica, tre in più nel giro di 24 ore, «oltre all’ospite della comunità residenziale per persone con disabilità – precisa l’Usl in una nota – sono stati presi in carico dall’équipe del primario Scotton altri due positivi finora seguiti a domicilio per aggravamento delle condizioni».

Tre, inoltre, i pazienti in cura in area non critica, nell’area Covid dell’ospedale di comunità di Vittorio Veneto. Nessun paziente, per fortuna, ha avuto bisogno di cure intensive. E nessun nuovo decesso è andato ad allungare la lista dei 330 lutti registrati nella Marca da inizio pandemia.

«Stiamo intervenendo immediatamente con la somministrazione dei tamponi – dice il direttore generale dell’Usl 2, Francesco Benazzi – la situazione è sotto controllo. Per fortuna i positivi (in tutto 103 secondo il bollettino regionale di ieri, ndr) sono asintomatici al 90%. Sta funzionando molto bene la collaborazione tra i medici di famiglia e il servizio di igiene e sanità pubblica. La rete è moto stretta sulle fragilità e i focolai vengono individuati e sopiti immediatamente. È la strategia che ha fatto grande il Veneto e che tutto il mondo ci sta copiando. La seconda cosa è che stiamo potenziando la rete territoriale con nuove assunzioni».



 

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