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Tra i filari arriva il robot anti pesticidi, salverà il Prosecco grazie ai raggi UV

Un render del “robottino” inventato dalla startup trevigiana Free-Green: il prototipo sarà presentato ufficialmente a ottobre

Una startup di San Vendemiano ha inventato una macchina in grado di effettuare i trattamenti senza l’uso di fitofarmaci

Da anni, uno dei sogni più inseguiti dai viticoltori è stato quello di ottenere bei grappoli d’uva senza dover ricorrere all’uso di pesticidi, velenosi e inquinanti. Adesso, questo sogno sta per concretizzarsi in provincia di Treviso. Qui la costituenda start up Free-Green, sede a Zoppè di San Vendemiano, ha sviluppato un robot a guida automatica che, muovendosi nell’interfilare, aggredisce microorganismi e muffe sempre pronte a danneggiare il vigneto e a guastare l’uva.

Il robot, anziché irrorare di tossici pesticidi le viti, emette la radiazione ultravioletta germicida (Ultraviolet germicidal irradiation) della lunghezza d’onda compresa nella banda cosiddetta UVC (tra i 280 e 100 nanometri). È una metodologia già impiegata nella disinfezione dell’acqua e che, al tempo del coronavirus, viene applicata anche per sanificare l’aria negli ambienti confinati e per igienizzare il comune telefonino.


Ma che cos’è e come funziona il robot, chiamato Icaro X4, messo a punto dalla Free-Green? È un mezzo, realizzato interamente in alluminio, con trazione integrale permanente e movimentazione ibrida, essendo dotato di motori elettrici e batteria al litio autoricaricata grazie a un silenziosissimo motore ad iniezione elettronica.

Il mezzo dispone di un’intera gamma di sensori meteorologici per l’applicazione dell’algoritmo di calcolo dei trattamenti; sistemi per la guida autonoma progettati secondo le norme di sicurezza; radar in grado di individuare persone lungo il percorso; termocamere capaci di rilevare persone fra i vigneti e fermare il veicolo; GPS per la localizzazione; sistema telemetrico in grado di segnalare in tempo reale qualsiasi parte del robot risultasse danneggiata o guasta; altri sensori sono coperti da segreto industriale.

Il robot è dotato di opportune lampade in grado di emettere, alla giusta lunghezza d’onda, le radiazioni UVC che investono il filare prima su lato e poi sul lato opposto, con tempi di esposizione suggeriti dalle condizioni meteo-climatiche. Il mezzo è inoltre dotato di un inoffensivo sistema per allontanare eventuali animali presenti tra le viti.

L’intuizione, che ha portato alla realizzazione del robot, è nata nel lontano 1992, durante lo sviluppo di alimentatori per lampade UVC, allorché i ricercatori sono venuti a conoscenza dell’efficacia di questi emettitori contro i funghi, i batteri e altri agenti patogeni. Da qui è sortita l’idea di realizzare un sistema per trattare i vigneti, ma all’epoca alcune tecnologie necessarie non erano ancora disponibili.

Dopo qualche anno è iniziata la progettazione di un sistema automatico, che potesse muovere un carrello con applicati degli emettitori di raggi UVC, al solo scopo di sperimentare la “bontà” del sistema e trovare i “giusti” tempi di esposizione e di lunghezza d’onda. Nel 2019, la sperimentazione è stata positivamente conclusa trattando con UVC un vigneto nella zona di Sarmede. Il robot sarà presentato nell’antica Villa Veneta a San Polo di Piave, Castello Papadopoli ( Villa Giol) il 3 ottobre 2020. Per parteciparvi servirà l’invito che potrà essere ottenuto facendo richiesta sul sito www.freegreen-protect.it

Per la Free-Green è solo l’inizio. La tecnica sviluppata, potendo essere applicata anche in orticoltura e frutticoltura, apre interessanti prospettive per la salvaguardia della salute e dell’ambiente, permettendo di ottenere cibi più sani nella salvaguardia degli ecosistemi. Siamo di fronte a una innovazione capace di far fare un importante passo in avanti alla civiltà agroalimentare, dopo circa un secolo contrassegnato dall’uso contro-natura dei tossici pesticidi chimici. —

* Docente, autore

del Manuale

di ecocompatibilità

Marsilio Editori

Riproduzione riservata
 

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