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Zero contagi: non succedeva da Pasqua, ma a Ormelle un positivo ogni 74 abitanti

Giornata di tregua nel bollettino della Regione. E la mappa dei comuni regala sorprese: Monfumo e Portobuffolè senza casi

TREVISO. Nessun contagio. È la seconda volta che il bollettino di Azienda Zero-Usl ha un simile dato (dopo Pasquetta). Il virus per 24 ore si è fermato. Ma c’è un decesso, all’ospedale di Oderzo. E c’è da registrare un “negativizzato” che in realtà non lo era e torna quindi tra i positivi. Evidentemente un falso-negativo dei test. Per il resto il bollettino segnala una giornata calma, con 29 persone uscite dall’isolamento domiciliare (ne restano 1.360). Ma quel che conta oggi è soprattutto la mappa del contagio.

I comuni. Nessun posto è lontano. Non certo per il virus. La mappa del contagio nella Marca ci mostra infatti un progressivo allargamento dell’area interessata da Covid-19. Hanno infatti perso la loro “purezza” altri due comuni che fino al 15 aprile risultavano immuni. Il virus ha messo piede, quindi, (un caso a testa) anche a Cavaso e Possagno: la linea del Grappa, finora impermeabile, comincia ad “assorbire”. Ma si segnala comunque come la zona meno colpita: un solo caso a Castelcucco (come 15 giorni fa), sei a Pieve del Grappa (erano 3), nove a Borso (erano 6). E poi, lì vicino, si segnala Maser a quota 1 (come prima). A zero contagi rimangono Monfumo e – dall’altra parte della provincia – Portobuffolè, borgo che sembra essersi fatto scudo dietro le sue mura e le sue splendide porte. Ma ci sono altre geografie da considerare, che non si leggono su una carta geografica: quella dei centri maggiori e quella delle case di riposo.


I centri maggiori. Treviso svolge appieno il suo ruolo di capoluogo con 243 casi, erano una ventina in meno 15 giorni fa: un caso ogni 345 abitanti, per misurare le proporzioni. Segue Conegliano con 222 casi, uno ogni 157 abitanti: il doppio di Treviso per capirsi. Poi Vittorio Veneto con 164 casi, uno ogni 170 abitanti. E che dire di Mogliano? Con i suoi 154 contagiati fa un caso ogni 181 abitanti. Ma in questi comuni è evidente che gioca un ruolo la carta delle case di riposo. Casa Fenzi, Cesana-Malanotti, istituto Costante Gris sono nomi divenuti ormai tristemente presenti nelle cronache quotidiane per il loro carico di contagi e defunti. E questo va a pesare sui dati dei comuni. Come a Casale: 94 casi, uno ogni 138 abitanti.

La Destra Piave. Qui il contagio si rivela incredibilmente basso. I numeri? Castelfranco 58, un caso ogni 568 residenti, meno di un terzo rispetto a Vittorio Veneto. Idem Montebelluna con 56, uno ogni 553 abitanti. E Godega, 10, uno su 600. E Loria clamoroso: 9 casi, uno ogni mille. Ma Crocetta lo batte: 3 casi, uno ogni duemila residenti. E poi Vedelago: 26, uno su 650.

La Sinistra Piave. Dei grossi centri si è detto. Ma qui soffrono anche i piccoli, quelli con case di riposo o i “bar della briscola” travolti dal virus. Cordignano 75 casi, uno ogni 93 residenti; San Fior 44, uno su 156; San Vendemiano, 43, uno su 232; Ormelle-record: 60, uno su 74 abitanti. Si respira a Oderzo, 49, uno ogni 408 residenti.

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