Dal Brandolini a Marte, il sogno di Chris «Con la Nasa studio la vita nello spazio»

Il giovane di Oderzo ha vinto una borsa di studio e partecipa a un progetto che simula le condizioni del Pianeta rosso 

Verso l’infinito

Diventare astronauti è un lavoro duro, richiede una tenacia di ferro, anni di studio e grande preparazione fisica. Per Christopher Nick Vanacore, 20 anni, il sogno di andare nello spazio è nato sui banchi di scuola del collegio Brandolini e oggi è appuntato insieme al suo nome sulla tuta della Nasa. «Sarà un traguardo difficile, ma non impossibile», dice Chris.


Tra sogno e realtà

Le premesse ci sono tutte: dopo la maturità è volato negli Stati Uniti dove ha superato il test d’ingresso alla Embry Riddle Aeronautical University, corso di scienze aerospaziali applicate alle meteorologia, e ha vinto una borsa di studio che gli permetterà di realizzare una ricerca scientifica per la Nasa. Oggi vive a Port Orange in Florida e da alcuni mesi sta lavorando a un progetto per simulare la vita su Marte.

GLI ANNI DEL LICEO

Chris è nato e cresciuto a Oderzo da padre americano. Negli anni trascorsi a Oderzo è stato illuminante l’incontro con l’astronauta Samantha Cristoforetti sul palco del cinema Cristallo. «Avere avuto l’opportunità di ascoltare e parlare con la prima donna italiana approdata sulla stazione dell’Agenzia spaziale europea mi ha ispirato e motivato ancor di più a realizzare il mio desiderio. Samantha Cristoforetti ha firmato la mia tesina e mi ha dato un enorme incoraggiamento», racconta Cristopher. Al Brandolini ha studiato per otto anni, medie e superiori, scegliendo il liceo scientifico. Tra le persone determinanti nel fargli trovare la sua strada, la professoressa di matematica Tania Carli e la preside dell’istituto Luisa Ongetta. «Negli anni delle superiori ho fatto parte del gruppo Strato Lab che mi ha portato a concentrarmi sulle materie scientifiche approfondendo nozioni e conoscenze che mi sarebbero state utili nel percorso accademico» ricorda il giovane. Il Brandolini sta facendo il tifo per lui: «Al nostro ex allievo sincere felicitazioni per i traguardi raggiunti che onorano il nostro istituto e un augurio per l’avvenire».

LA VITA SU MARTE

L’America è ora la sua seconda casa. In queste settimane si trova alla Mars desert research station (Mdrs), una stazione scientifica che riproduce le condizioni abitative del Pianeta rosso in uno dei luoghi più remoti e inospitali della Terra: il deserto dello Utah. Laggiù Chris sta vestendo i panni dell’astronauta per mettere a punto un sistema di filtraggio dell’acqua e un propellente per consentire a un potenziale equipaggio su Marte di rientrare sulla Terra. «Una sfida stimolante. L’acqua è alla base della vita e trovare una modalità per recuperarla dall’urina, rendendola di migliore qualità, purificandola con filtri sempre più innovativi rispetto a quanto già viene fatto nella Stazione Spaziale è un punto cruciale». Nella Mars Station i moduli abitativi simulano l’esperienza nello spazio, forte inversione termina, cibo contingentato, condivisione di ristrette aree comuni, poca privacy, ma anche la possibilità di eseguire esperimenti botanici nella serra GreenHab e un osservatorio astronomico. «L’esperimento consente accesso limitato alle risorse ed è un’occasione per mettere alla prova sé stessi e fare ricerche che potranno essere utili alla collettività chiamata a indagare l’universo» aggiunge Christopher.

GLI STUDI

Teoria e pratica vanno di pari passo. Il giovane di Oderzo, pronto a toccare le stelle, sta conseguendo due diplomi, ingegneria aerospaziale e operazioni di volo spaziale. «Sto studiando come funzionano le missioni di controllo, come si manovrano le comunicazioni a bordo di una navicella, come governare i satelliti in base a orbite meccaniche, mentre l’ingegneria aerospaziale è un altro requisito richiesto all’astronauta che deve conoscere nel dettaglio attrezzature e sistemi di controllo». Una volta conseguiti i due diplomi lo attendono un paio d’anni a bordo dei caccia dell’Air Force per esercitarsi sulla guida di velivoli complessi. «Non si finisce mai di imparare, ma questo vale per tutti nella vita», conclude Christopher, «fin da bambino volevo diventare astronauta e ora ci sto provando, ai ragazzi e alle ragazze che coltivano un sogno dico di non arrendersi mai e di lavorare sodo per diventare quello che vogliono». —

Valentina Calzavara

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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