Coronavirus Treviso, marito e moglie uccisi dal virus a 48 ore di distanza 

Erano insieme da 60 anni. Addio anche a un corriere Ups di 59 anni, un’ex sarta e un imprenditore. Lutti a Visnadello, Ponzano e Godega sant’urbano 

TREVISO. Dopo quasi sessant’anni di matrimonio non hanno nemmeno potuto dirsi addio, darsi una carezza nel momento del trapasso. A 48 ore di distanza l’uno dall’altro, distanziati di qualche stanza del Ca’ Foncello, sono morti Anna Maria Guerrini, 81 anni, e il marito Giuseppe Barbisan, 85. Lei giovedì, lui ieri mattina. Erano stati ricoverati in ospedale con i chiari sintomi del coronavirus a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro. Per un paio di settimane hanno lottato contro il virus che li ha colpiti da subito duramente. Ma non c’è stato nulla da fare. Anna Maria e Giuseppe vivevano a Venturali, in una zona che solo la geografia e la toponomastica assegnano a Villorba, ma che è di fatto Visnadello. La famiglia è molto conosciuta in tutta Spresiano. Si erano sposati nel ’61, lei originaria di Vascon, lui di Villorba; e dopo alcuni anni di matrimonio avevano comprato la casa in cui vivevano a due passi dalla piazza di Visnadello. Giuseppe era stato impiegato alla Cartiere Marsoni, mentre Anna Maria era rimasta a casa, per crescere i tre figli. I loro volti erano molto conosciuti a Spresiano; sempre insieme, ancor più dopo la pensione di Giuseppe. Le spese in piazza, qualche passeggiata in zona.

«Erano inseparabili, hanno vissuto insieme tutta la loro vita», li ricorda il figlio Giampaolo, «e dopo la pensione trascorrevano insieme praticamente ogni minuto della loro giornata». Molto conosciuti in paese anche i tre figli, Maria Assunta, Giampaolo, e Andrea. Quest’ultimo in particolare è la mente e il braccio di numerose manifestazioni di paese. Componente del Comitato Festeggiamenti di Calessani, è uno degli organizzatori della Festa della Birra, della Fiera degli animali da cortile e quasi di ogni manifestazione che si svolge nella frazione affacciata sul Piave. Anche per questo la notizia del decesso a due giorni di distanza di Giuseppe e Anna Maria ha commosso tutta Spresiano. Oltre ai tre figli, lasciano i nipoti Davide, Angelica e Chiara; Elide, sorella di Giuseppe, Luciana e Giuseppina, sorelle di Anna Maria.


Lutto anche a ponzano. Anche Ponzano nei giorni scorsi ha dovuto vivere un altro lutto causato dal Covid. Giovedì è mancata Lina Allegro, di Paderno.

L’88enne era nata in quello che oggi è il Relais Monaco. Ai tempi era la villa dei conti Persico, per i quali i familiari di Lina lavoravano come mezzadri. Emigrata in Canada con il marito, scomparso alcuni anni fa, era tornata a Paderno e aveva lavorato a lungo come sarta orlatrice. Sono gli anni in cui nasce il miracolo imprenditoriale di Benetton, che affida molti lavori anche al laboratorio casalingo di Lina. Lascia le figlie Sylvia e Cathy, che nel loro nome portano i ricordi della vita canadese dei genitori. Cathy, titolare dell’edicola di Fontane Chiesa Vecchia, ha dovuto chiudere il negozio da alcuni giorni, in quanto, come la sorella Sylvia è stata messa in quarantena. Piangono Lina, anche il genero Gabriele e i nipoti Lisa e Marco.

il corriere. Una lotta lunga un mese non è riuscita a salvare dal virus Nicola Omiciuolo, corriere di 59 anni morto venerdì sera al Ca’ Foncello. Dopo aver sposato la moglie Ivana nel 1996, Omiciuolo si era trasferito da Fontanelle a Spresiano andando ad abitare nella frazione di Visnadello.

Ha prestato servizio per un breve periodo a Contarina, poi aveva iniziato a lavorare come corriere per Sda e infine per Ups: il lavoro gli piaceva, tanto che era stato con rammarico che aveva dovuto comunicare al proprio responsabile il fatto che la mattina di lunedì 16 marzo non avrebbe potuto andare a lavorare. Il giorno prima era iniziata una febbriciattola che dalla mattina successiva era diventata una febbre a 39. Martedì il termometro registrava 40, tanto che la moglie mercoledì lo aveva accompagnato al Ca’ Foncello per dei raggi urgenti: «Lo avevo aspettato fuori, nella speranza che lo facessero tornare a casa. Invece mi ha telefonato per dirmi che lo stavano trasferendo a Malattie infettive: quella febbre era il virus», racconta con la voce rotta.

Intubato il 22 marzo, le sue condizioni sono andate via via peggiorando fino a venerdì, quando è mancato. Nicola era fratello di Candido Omiciuolo, noto sindacalista Fiom morto due anni fa. Voleva essere cremato: per questo non si sa ancora quando la sua salma verrà benedetta. Le sue ceneri verranno tumulate a Fontanelle. Iscritto Aido, non ha potuto donare gli organi.

un decesso a vittorio. Anche Godega piange il suo primo scomparso con il Covid-19, Enrico Gava 76 anni. Era conosciuto in paese e non solo. Aveva un’impresa di pulizie e spurghi, un gran lavoratore, sempre disponibile. Lo scorso anno aveva avuto dei problemi di salute, per i quali era stato ricoverato in ospedale, ma si era ripreso. Il coronavirus invece non gli ha lasciato scampo.

Ricoverato nell’ospedale di Vittorio Veneto, è deceduto venerdì: una notizia che ha turbato tutta Godega. Lascia la moglie Elena, i figli Carlo e Francesca, gli adorati nipoti Chiara e Francesco e parenti.

in totale 158 decessi. Nella giornata di ieri alla tragica contabilità dei decessi in provincia di Treviso si sono aggiunte altre quattro persone, di cui tre al Ca’ Foncello e una a Vittorio Veneto (tre maschi e una donna, età media 77 anni). In totale sono 158 le vittime trevigiane dall’inizio dell’emergenza.—

federico cipolla. niccolò budoia. diego bortolotto. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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