Coronavirus, ordinanza-choc: area solo per morti Covid al cimitero di Vittorio Veneto

Il sindaco ha deciso l’istituzione di una zona riservata all’interno del camposanto di Sant’Andrea

VITTORIO VENETO. Il Comune di Vittorio Veneto realizza il primo “Cimitero Covid-19”. Tra i nove camposanti in città è stato scelto quello di Sant’Andrea. Lì verranno inumate le salme non solo di chi purtroppo è deceduto dopo aver contratto il virus, ma anche i “morti sospetti”. L’ordinanza è entrata in vigore ieri e si basa su una circolare emessa dal Ministero della Salute l’1 aprile. «Per l’inumazione ordinaria è individuata un’area dedicata ai feretri con salme Covid-19 e di cui alla lettera A punto 4 (i casi sospetti ma non certificati da tampone, ndr) della circolare del Ministero della Salute presso il cimitero di Sant’Andrea così denominata “Campo di sepoltura comune inumazioni Covid-19”».

L’amministrazione aveva già deciso di chiudere i cancelli, come avvenuto in altri Comuni, ma è andata oltre stabilendo delle prescrizioni alle tumulazioni. «C’è una norma di legge che prevede che in periodi di emergenza epidemica ci siano delle aree identificate per la sepoltura» spiega il sindaco Antonio Miatto, «è un obbligo».


Sono nove i cimiteri comunali, da quello più grande di Ceneda a quello più piccolo di Fadalto, oltre a quello ebraico di via Cal De Prade.

Ma perché Sant’Andrea? «Quel cimitero già in passato era stato destinato a quella funzione», spiega il primo cittadino vittoriese.

L’accettazione presso i cimiteri dei feretri con salme Covid-19, specifica l’ordinanza, è consentita solo se in regola con le disposizioni del Ministero della Salute, ovvero quella che determina come debbano essere prelevate, gestite, depositate nelle casse.

Ma un’ordine così inusuale (nella Marca non se ne registrano di simili)non poteva non creare qualche problema. C’è già stato il caso di un anziano morto in una casa di riposo in altra città, non certificato Covid, per cui sono sorti dei problemi per la sepoltura. In vita aveva espresso il desiderio di essere deposto nella tomba di famiglia e non cremato. Una delle figlie, già provata per il lutto per la perdita dell’amato padre e non potendo nemmeno dargli l’ultimo saluto, è scoppiata in lacrime sapendo che non avrebbe potuto nemmeno esaudire le sue ultime volontà e portarlo vicino ai suoi cari. Si è risolto sul filo della firma, visto che l’ordinanza non era ancora stata pubblicata e il corpo dell’anziano, pur sospetto Covid, ha potuto trovare riposo nella tomba di famiglia.

Ieri pomeriggio quello che è destinato a diventare in parte il “Cimitero Covid-19” era aperto e accessibile nonostante il divieto: dentro nessuno ma tutt’attorno, a seguito dell’ordinanza, già circolavano molte chiacchiere e anche qualche dubbio sulla correttezza formale di una simile decisione... in riferimento soprattutto alla privacy delle famiglie degli eventuali tumulati.

Anche perchè l’ordinanza comunale – ligia alle disposizioni – ha individuato chiaramente anche quale sarà il campo dedicato alle eventuali sepolture Covid: si tratta dell’area verde “M”, al vertice nordest della struttura, vicino alle cappelle e alle tombe di famiglia.

Nell’ordinanza del Comune, che ieri circolava in molti ambienti del settore e non solo per essere studiata e valutata, anche le prescrizioni per l’organizzazione e gestione delle tumulazioni senza funerale, con le limitazioni agli accessi dei parenti. Chi non rispetta l’ordinanza sarà denunciato. Incarico alla polizia locale e forze dell’ordine di vigilare. —

Diego Bortolotto. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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