Le aziende sono sotto attacco Il rischio è il virus informatico

TREVISO

Malware celati da mail farlocche che hanno per oggetto “coronavirus” e “informazioni importanti sulle precauzioni”. Con incursioni sempre più frequenti, parallelamente all’avanzare dell’emergenza sanitaria. Un fenomeno che non ha risparmiato le aziende della Marca, vittime di migliaia di attacchi nelle ultime settimane. E i numeri potrebbero pure lievitare, considerato che il massiccio ricorso al telelavoro può diventare prezioso alleato dei pirati cibernetici.


Se Covid-19 è ora il nemico numero uno per la nostra salute, ci sono altri virus - informatici - che in questo momento storico potrebbero trovare terreno fertile, infettando i computer. Da fine gennaio, da quando il ricovero di due turisti cinesi allo Spallanzani ha portato il tema coronavirus all’ordine del giorno, s’è registrata un’impennata di cyber attacchi, mettendo a rischio la nostra operatività quotidiana. Un’emergenza parallela che non va sottovalutata. Perché ora spesso il lavoro si trasferisce nel computer domestico, magari non dotato delle protezioni previste in ufficio. Tradotto: si è più vulnerabili al cospetto degli hacker, che nei periodi di crisi, come si è visto, sono soliti pigiare sull’acceleratore.

«Serve creare una cultura della sicurezza informatica: il più grande anti-virus siamo noi, con la nostra formazione e consapevolezza», riflette Andrea Boscain, direttore commerciale Trevi Group, azienda informatica di Castagnole, «Il telelavoro può esporci ad attacchi: i pirati possono copiare e divulgare dati sensibili, entrare nei server aziendali». Un loro studio ha analizzato le incursioni subìte da un campione di 1.000 utenze (tutte legate a clienti) dal 22 dicembre al 19 marzo, evidenziando una crescita progressiva. Attacchi triplicati, passando dalla quasi calma piatta di fine 2019 a picchi da 4mila incursioni». —

Mattia Toffoletto

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