Coronavirus, a Treviso targa system, telecamere e droni per controllare i giardini

Il sindaco Conte: «Tutti gli strumenti per garantire il rispetto dei decreti». Il comandante Gallo: «Useremo anche droni per controllare i giardini»

TREVISO. I controlli delle forze dell’ordine per far rispettare il decreto per il contenimento del coronavirus ormai sono a tappeto in tutta la Marca. Una coppia di giovani fidanzati ad esempio è stata bloccata ieri mattina mentre stava pedalando lungo la Restera da una pattuglia dei carabinieri.

I due, che ovviamente non avevano una valida motivazione per trovarsi in quel momento fuori casa, sono stati avvertiti che stavano rischiando una denuncia e sono stati invitati a tornare immediatamente nelle rispettive abitazioni.

la tecnologia. Intanto a Treviso il sindaco Mario Conte ha annunciato che verranno utilizzati anche tutti gli strumenti di videosorvegliana per stanare chi non rispetta il decreto governativo. In questo senso verranno utilizzate le 150 telecamere di sicurezza posizionate in città, il metodo targa system e i droni per monitorare dall’alto le aree più difficili da controllare da parte delle forze dell’ordine.

Nel frattempo in città sono stati piazzati posti di blocco in diverse arterie della città, tra cui il Put, dove non vengono più effettuati controlli a campione ma vengono sistematicamente controllate tutte le macchine in transito.

Per questo sono stati conteggiati, in media, 150 controlli al giorno che fino ad oggi hanno portato ad una cinquantina di sanzioni.«Tutte le tecnologie che abbiamo a disposizione», ha spiegato il sindaco Mario Conte, «dai targa system al controllo delle videocamere di sorveglianza ai droni, stiamo mettendo in campo tutto quello che abbiamo a disposizione per garantire la sicurezza dei cittadini».

I droni in particolare servono a controllare tutte quelle aree della città dove non arrivano le telecamere. «Utilizziamo tutte e 150 le telecamere per monitorare la città», spiega Andrea Gallo, comandante della Polizia locale, «se troveremo assembramenti procederemo come previsto con la denuncia della persone. Procediamo anche con l’utilizzo del drone soprattutto dove la videosorveglianza non arriva».

il bilancio. Al momento è comunque difficile fare una stima del totale delle denunce presentate nella Marca dall’entrata in vigore del Dcpm. Si parla di diverse centinaia di segnalazioni, alcune delle quali scattate nei primi giorni anche nei confronti di titolari di esercizi pubblici, quelli che erano autorizzati a rimanere aperti, nei quali non erano rispettate le distanze minime di sicurezza. Tutti i dati di carabinieri, questura e Polizia locale confluiscono in Prefettura e ad oggi non è ancora possibile fare un conteggio complessivo dato che non sono ancora arrivate tutte. La sanzione per chi viola le limitazioni agli spostamenti è quella prevista in via generale dall’articolo 650 come già indicato nel precedente decreto del 24 febbraio ma, dice ancora il Viminale, “salvo che non si possa configurare un’ipotesi più grave quale quella prevista dall’articolo 452 del Codice penale, delitti colposi contro la salute pubblica che persegue tutte le condotte idonee a produrre un pericolo per la salute pubblica. Un reato per il quale si rischia il carcere. —

giorgio barbieri. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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