All’ex Pagnossin il polo dei ciclisti Bici su misura e assistenza ai tour

Un padiglione da oltre 700 metri quadrati per le due ruote Zanardo dopo l’ok del Comune ha avviato il grande recupero

Oltre 700 metri quadrati di padiglione, tutti quelli che un tempo accoglievano lo show room dell’azienda di ceramiche con grande affaccio di vetrate sulla Noalese. All’interno una serie di spazi arredati ad hoc tra legno, cemento, nuove architetture, ma soprattutto “bicicletta”. Il progetto che dà formalmente il via al grande piano di riqualificazione della ex Pagnossin inizia infatti da qui, dal “Bike me experience”, tempo due settimane e sarà pronto, l’inaugurazione però è fissata tra un mese.

Il progetto


I lavori sono quasi ultimati in vista del taglio del nastro inizialmente fissato per metà marzo. Ora la cerimonia è stata riposizionata ad aprile, nella speranza cessi l’emergenza: «Occasione per fare tutto ancor meglio» si dice nel cantiere all’ex Pagnossin con il consueto entusiasmo, consci che stia nascendo qualcosa di unico nel suo genere: il “polo del ciclista”. Vi partecipano due marchi di punta della produzione italiana (Bianchi e Merida), e una tra le aziende pioniere del e-bike: la tedesca Haibike fondata nel 1995. Oltre a queste professionisti della progettazione tecnica, dell’abbigliamento, della nutrizione e del turismo a due ruote.

“su misura”

Il principio che guiderà l’attività di tutto il padiglione sarà il “su misura”. All’interno infatti professionisti ed appassionati potranno trovare sia i telai adatti (o adattati) alle necessità, abbigliamento dedicato, alimentazione sportiva e pure un centro di assistenza nella programmazione e organizzazione di tour a due ruote con servizio di noleggio ma anche recupero e trasporto. Ovvio infatti anche l’obiettivo turistico del progetto tecnico-sportivo a due ruote lanciato da Damaso Zanardo nel quadro della più grande riqualificazione della Pagnossin attesa al via per fine anno, dopo l’ok dato dal Comune.

«uno spettacolo»

«Stiamo lavorando a tutto spiano», dice l’imprenditore, «con l’intenzione di creare qualcosa di innovativo, unico, entusiasmante non soltanto dal punto di vista del cliente, ma anche da quelle delle aziende che partecipano al progetto e potranno esprimere i meglio delle loro capacità e innovazioni».

sport e cultura

I lavori lungo la Noalese, come detto, sono ormai quasi ultimati. Circa un milione l’ investimento fin qui fatto da Zanardo in primis, e dai partner che collaborano al rilancio dell’ex fabbrica di ceramiche destinata a diventare expo delle eccellenze di Marca e del Made in Italy. Altri milioni serviranno per riqualificare tutto il resto dell’ex polo industriale secondo un progetto che vuole unire cultura (dal cibo all’architettura, al design, all’artigianato) e sport. Il piano guida per la trasformazione dei 100 mila metri quadrati lungo la Noalese per fine estate dovrebbe tradursi nei progetti esecutivi da mettere al vaglio dei tecnici per ottenere l’ok che darà il via ai cantieri. «Ma intanto andiamo avanti» dice Zanardo, «Opendream (il nome scelto da Zanardo per identificare il futuro della Pagnossin, ndr) diventerà uno spazio unico, con progetti e passioni che si sapranno distinguere per la loro eccellenza».

Federico de Wolanski

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