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Polizia rurale, regolamento non aggiornato: il sindaco vieta l’uso del glifosate

F. G.
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TARZO. Regolamento di polizia rurale non aggiornato, scatta l’ordinanza sul divieto dell’uso del glifosate nei vigneti. «Non avendo ancora aggiornato il regolamento», spiega il sindaco di Tarzo, Vincenzo Sacchet, «ho reiterato l’ordinanza con il divieto dell’uso del glifosate anche per il 2020».

Il primo cittadino assicura comunque che entro l’anno sarà rivisto il regolamento di polizia rurale. L’ordinanza emessa il 28 febbraio “vieta l’utilizzo di erbicidi, prodotti fitosanitari contenenti il principio attivo del Glyphosate, per tutelare la salute pubblica , quindi del suolo, delle acque superficiali e delle acque sotterranee destinate al consumo umano”.

La necessità del divieto nacque da alcuni rilevamenti effettuati dal Dipartimento di prevenzione - distretto Pieve di Soligo dell’Usl 2 - che evidenziarono delle problematiche in relazione alla presenza di glifosate e del metabolita Ampa in alcuni pozzi del Coneglianese. Nello specifico, le analisi del 2016 indicarono valori di concentrazione prossimi ai limiti di legge. Da qui, a partire dall’11 marzoo 2017, la decisione di proibire l'erbicida nei Comuni di Conegliano, San Pietro di Feletto, Colle Umberto, Vittorio Veneto e Tarzo, appunto, appartenenti allo stesso bacino imbrifero.

Il glifosato, infatti, secondo ricerche, non solo è rischioso per i tumori, ma è un distruttore dell’ equilibrio ormonale. In Sri Lanka il glifosata è stato messo al bando, in quanto ritenuto responsabile del decesso di molti contadini. La polemica, di recente, è stata disinnescata anche a livello regionale da parte del governatore: no al glifosate. —

F. G.



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