Morto in casa in Uzbekistan a 27 anni. A Loria è giallo sul decesso di Giorgio Gheno

I familiari non riuscivano più a contattarlo, poi la drammatica notizia. Partito per l’Australia, viveva all’estero da anni

LORIA. Trovato morto a 27 anni in un appartamento a Tashkent, capitale dell’Uzbekistan. Le prime indagini fanno risalire a un malore o a un infarto il decesso di Giorgio Gheno, residente a Bessica di Loria. Sconvolta la famiglia, molto conosciuta nella frazione, senza parole gli amici che sono cresciuti con Giorgio e che hanno sempre tenuto i contatti con lui anche se almeno da cinque-sei anni aveva deciso di andarsene a lavorare all’estero, prima in Australia, poi quattro mesi fa in Uzbekistan.

Scomparsa e allarme


L’allarme è scattato quando per due-tre giorni ogni contatto tra lui e la famiglia era stato interrotto: da qui la richiesta alle autorità uzbeke di verificare che cosa gli fosse successo. Il corpo senza vita è stato trovato all’interno dell’alloggio dove il ragazzo abitava: per il momento il referto parla solo di morte naturale, sarà l’autopsia a stabilire quale è stata la causa. Giorgio lascia il papà Giuliano, la mamma Anna Rosa, i fratelli Laura e Renato: il papà aveva un importante allevamento di cani, specializzato nella razza del mastino napoletano, un punto di riferimento non solo in Italia, ma anche in tutto il mondo.



Il lutto in paese

Dopo aver appreso la terribile notizia della scomparsa, la famiglia si è chiusa nel dolore. Sul cancello dell’abitazione in via Pergolesi è stato affisso un cartello: “Desideriamo rimanere soli con il nostro dolore”: poche le persone che sono riuscite ad avvicinare i familiari per esprimere le proprie condoglianze. A parte i parenti, solo gli amici più vicini di Giorgio: «Di lui non possiamo che parlare bene, anche se i rapporti ovviamente si erano diradati nel tempo, per la sua scelta di andare a lavorare all’estero – racconta uno di loro – era un bravo ragazzo, senza grilli per la testa. Dopo aver frequentato le scuole superiori a Castelfranco, aveva lavorato per qualche mese in un esercizio commerciale in zona. Poi la decisione di andare in Australia, nel Nuovo Galles del Sud e ora in Uzbekistan».

I motivi per cui aveva deciso questo ultimo trasferimento Giorgio non li aveva ancora spiegati ai suoi amici, con cui rimaneva in contatto attraverso i social network. A quanto pare potrebbero essere legati alle sue due passioni, la palestra e il trading, ovvero operazioni di compravendita legate al mercato borsistico internazionale. «Giorgio aveva il pallino della cura del corpo attraverso allenamenti mirati – ricorda un amico – credo che per un certo tempo avesse svolto la professione di personal trainer. Di certo non passavano inosservati il suo metro e novanta di altezza e il suo corpo scolpito». Anche da qui la sorpresa per una morte per cause naturali, in quanto il giovane teneva costantemente sotto controllo le sue condizioni di salute.



L’ambasciata

Ora della vicenda si sta occupando la sezione consolare dell’ambasciata italiana di Tashkent: sono gli addetti diplomatici a tenere i contatti con la famiglia e con le forze dell’ordine uzbeke che si stanno occupando del caso, nel tentativo di chiarire i motivi di una morte improvvisa. Per quanto riguarda il trasferimento della salma in Italia e la celebrazione delle esequie, tutto è demandato al completamento delle procedure in Uzbekistan che potrebbero richiedere tempi non brevi. —


 

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