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Da Roncade a Capo Nord in Panda per cambiare vita. Jacopo molla tutto

La sfida ai 40 sottozero di un trentenne partito il 7 gennaio per arrivare alla meta il 24. «Ho seguito il cuore, proverò a restare in Norvegia facendo la guida» 

La storia

Da Roncade a Capo Nord con una Fiat Panda 900, i risparmi di undici anni da operaio e un sogno nel cassetto: cambiare vita. Sembra il riassunto di un romanzo “on the road”, e in effetti potrebbe diventarlo, la storia di Jacopo Tonon, trentenne roncadese, che il 7 gennaio è partito per un viaggio in solitaria attraverso l’Europa ma anche attraverso sé stesso. «Arrivato al traguardo dei trent’anni mi sono trovato ad un bivio», racconta Jacopo, «O accendere un mutuo e comprare casa, mantenendo il mio posto alla Forel di Vallio di Roncade, che produce macchinari per vetrerie, e dove mi sono sempre trovato bene, oppure rimettere in gioco tutto, impacchettare la mia vita nei due metri quadri della mia Panda, che il 16 gennaio ha compiuto 20 anni, e partire per Capo Nord, che mi ha sempre attirato come un magnete, come se il mio posto nel mondo fosse lì».

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Si parte

E allora Jacopo si licenzia, seppur a malincuore per i rapporti umani e professionali instaurati (“la porta dell’azienda per me è sempre aperta” confessa) e dopo aver “camperizzato” l’auto per renderla idonea a portare provviste e al pernottamento - e dopo aver salutato gli amici dell’Irish Free State Pub di Treviso in una grande serata - si mette alla guida. E prende la via più diretta: passo del Brennero, Austria, Germania, da Fussen alla penisola di Fehrman, poi il traghetto per la Danimarca insulare, il ponte fino a Malmo in Svezia per raggiungere Stoccolma, tutta la costa baltica fino a Tornio, da lì a Kautokeino in Finlandia, Alta e Honninsvag, che è l’ultima cittadina prima di Capo Nord, raggiunto il 24 gennaio dopo tre tentativi.



Sotto zero

«Affrontare il clima in questo periodo non è facile», continua il viaggiatore, «nella lapponia finlandese, a Utsjoki, la temperatura ha raggiunto il record stagionale di meno 41 gradi, e per la prima volta la macchina si è fermata: completamente congelata. In questo caso, come molte altre volte, mi è venuta incontro la popolazione locale, i sami (ossia i lapponi), che hanno trainato la mia auto fino al meccanico, che l’ha riscaldata e fatta ripartire, tutto gratuitamente perché “da noi funziona così” mi hanno risposto». E la solidarietà, l’empatia umana, l’accoglienza dello straniero in queste terre affascinanti ma freddissime, è stata la benzina umana per andare avanti. «Si pensa che più a nord vai più la gente sia chiusa», puntualizza Tonon, «ma è uno stereotipo da smentire, perché, soprattutto nei paesi piccoli, appena arrivavo mezza popolazione ne era a conoscenza, mi sosteneva con manutenzioni gratuite all’auto o illuminando la strada con macchine dai fanali più potenti davanti a me durante le lunghe trasferte».



Una nuova vita

E la generosità nordica sembra essersi trasferita anche ai connazionali che in quei luoghi vivono e lavorano, tanto che proprio un imprenditore italiano ha offerto un lavoro a Jacopo, permettendogli di poter vivere lì. «Mentre mi trovavo a Mehamn, il punto più a nord della terraferma europea, vengo a sapere che un italiano con un business turistico si trova Honninsvag e mi precipito per convincerlo a farmi lavorare con lui: ottengo due mesi in prova come guida turistica e comincio la prossima settimana». Una situazione tutta in divenire per la nuova vita di questo giovane, per il momento senza rimpianti e senza paura. «Fino ad ora sento di trovarmi sulla strada giusta per me», conclude, «ho avuto una preparazione anche psicologica al viaggio, con una professionista che mi ha insegnato come gestire le mie ansie e le mie preoccupazioni, confesso di aver fatto una partenza anche a ottobre, senza essermi preparato, ma alla prima tappa l’auto si è rotta e sono dovuto ritornare a casa, è come se il destino mi avesse detto che non ero pronto, e che dovevo occuparmi anche di me non solo della macchina». Lunghe sono le giornate al Nord, con degli “stop” forzati dalle condizioni atmosferiche, e nel mentre, Jacopo ammazza il tempo con la biblioteca ambulante che si è portato dall’Italia, fatta di storie di coraggio, dai Samurai ai comandanti, le sue letture preferite, mentre scrive la propria avventura con la narrazione dei post e delle foto nella pagina FB “Ragnarok The Artic Panda” o su Instagram “ragnarok.articpanda”. —

Elena Grassi

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