Contenuto riservato agli abbonati

Treviso. Mille firme contro i ripetitori del 5G. «Il sindaco li fermi, c’è pericolo»

Petizione-appello alla giunta Conte di un gruppo di residenti: «C’è il rischio che quella tecnologia sia il nuovo amianto»

TREVISO. Una moratoria per impedire l’installazione delle antenne con il 5G. Il comitato contro la nuova tecnologia di trasmissione dei dati chiede al sindaco Mario Conte di firmare un’ordinanza che impedisca alle compagnie telefoniche di andare all’assalto di Treviso.

La petizione


Il 5G promette di rivoluzionare il modo di navigare, di comunicare, addirittura di vivere le città realizzando – per dirlo in parole semplici – una rete di alta connettività sostenuta da molti spot, tanto da aver portato qualcuno a parlare di «una rete per palazzo». Secondo il comitato, che cita diversi studi scientifici, questa tecnologia rischia però di minare seriamente la salute pubblica. «Il documento pubblicato nel 2019 dal Comitato scientifico sui rischi sanitari ambientali e emergenti (Scheer) della Commissione europea ha affermato che il “5G lascia aperta la possibilità di conseguenze biologiche”», dice Edoardo Scaggiante, del comitato «La Iarc (International Agency for Research on Cancer), ha classificato i campi elettromagnetici delle radiofrequenze come “probabile agente cancerogeno”. Oltre 200 scienziati indipendenti hanno chiesto la moratoria del 5G. Gli unici studi che dicono che è innocuo sono quelli pagati da compagne telefoniche o produttori di telefoni». La moratoria del Comitato è sostenuta da oltre mille firme, ed è già finita sul tavolo del sindaco Mario Conte e dell’assessore all’ambiente Alessandro Manera. Ma nell’incontro avuto proprio con Manera, il comitato non ha avuto le rassicurazioni che sperava, ed ora è tornato a scrivere a Ca’ Sugana per capire come intende muoversi.

Chi ha detto no

Già 145 comuni in Italia ha emanato ordinanze per bloccare nei loro territori l’installazione del 5G. Tra questi, nella Marca, c’è Vedelago e da ieri si è aggiunto Asolo, che per primo in provincia ha ricevuto la richiesta da una compagna telefonica, Iliad, di installare sul suo territorio un'antenna 5G.



Battaglia rinnovata

L’elettrosmog è stato già due decenni fa tema di battaglia in città, tra il Comune, allora amministrato da Giancarlo Gentilini, e poi da Gianpaolo Gobbo, e i comitati; le antenne spuntarono poi come funghi in tutto il territorio. Fino ad ora a Ca’ Sugana non è arrivata una sola richiesta di installazione del 5g, ma è solo questione di tempo. «Il Comune dovrebbe quanto meno appellarsi al principio di precauzione», prosegue Scaggiante, «anche perché l’autorizzazione finale all’installazione dell’antenna viene firmata dal sindaco, che è pure la massima autorità sanitaria locale. Leggendo le decine di studi scientifici finora pubblicati, il 5G rischia di essere il nuovo amianto». —

Federico Cipolla
 

Minestra di cavolo nero, fagioli all’occhio e zucca con maltagliati di farro

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi