Treviso, complicazione dell'influenza: muore bambina di 10 anni. Domani l'autopsia

Emma Vitulli, 10 anni, di Silea, ha sviluppato un'encefalopatia necrotizzante. Le analisi hanno evidenziato un’infezione da virus influenzale di tipo B

TREVISO. Il mondo di Emma si è fermato, martedì all’alba, in una stanza dell’ospedale di Treviso, per una influenza inaspettatamente fatale. Un crudele e ingiusto destino che ha strappato per sempre il sorriso dolcissimo di questa bimba.
 
Nella sua cameretta a Silea sono rimasti lo zaino colmo di libri, i suoi giochi allineati, le foto della prima comunione e della ginnastica artistica. Tutto intorno, una famiglia devastata dal dolore, papà Marco, mamma Piera, i fratelli Alex e Matteo, incapaci di darsi pace. A scuola un banco vuoto dove qualcuno ha posato dei fiori bianchi.
 
Emma Vitulli venerdì scorso ha iniziato ad avere qualche linea di febbre: tutti hanno pensato a una banale influenza, un malanno di stagione, di quelli che ogni anno colpiscono migliaia di bimbi e passano in pochi giorni. Ma l’influenza di Emma era diversa, purtroppo letale. «È tutto così assurdo e inconcepibile» ripetono increduli i genitori. 
 
Domani i medici dell'Usl eseguiranno l'autopsia sul corpo della bambina per comprendere che cosa sia accaduto. Come l'influenza di tipo B abbia scatenato l'encefalopatia che ha ucciso Emma in poche ore.
 
SOLO 12 CASI AL MONDO
 
Il virus influenzale di tipo B, isolato nel sangue della piccola, ha scatenato una encefalopatia fulminante, «necrotizzante acuta» come la definiscono gli specialisti. Il virus ha infiammato il cervello senza lasciarle scampo. Fino ad oggi sono stati registrati 100 casi al mondo di questo tipo, che si restringono a 12 casi considerando solo quelli relativi al ceppo influenzale B, lo stesso che ha colpito la bimba di Silea. Un evento rarissimo.
 
E ora i numeri freddi della letteratura scientifica si intersecano con un dramma umano profondo. I familiari di Emma stanno attraversando un dolore insondabile. Forte è anche lo sconforto di tutta l’équipe sanitaria del Ca’ Foncello, dove la piccola paziente è stata ricoverata e dove è stato fatto l’impossibile per salvarla. «Esprimo a nome dell’azienda sanitaria la nostra vicinanza. Tra noi medici ci sono padri e madri, non possiamo che abbracciare i familiari della bambina» dice Stefano Formentini, direttore della Funzione Ospedaliera, restando senza parole.
 
LE ULTIME ORE DI EMMA
 
Emma ha iniziato ad avere febbre molto alta domenica scorsa. È rimasta a letto tutto il giorno, verso sera mamma Piera si è accorta che la figlia era un po’ assopita. Faticava a rimanere vigile e a risponderle. A quel punto la chiamata al 118, l’ambulanza porta Emma all’ospedale di Treviso. È domenica sera. La bimba viene visitata al Pronto Soccorso Pediatrico. 
 
«Il quadro clinico era già estremamente grave e ha continuato progressivamente ad aggravarsi» spiega Formentini. In pochi istanti la situazione precipita. Emma perde conoscenza, viene trasferita in Rianimazione è subito messa sotto terapia antibiotica e antivirale, ma il suo organismo non rispondeva alle cure. Nel frattempo, il tampone nasale analizzato in Microbiologia rileva la presenza del virus influenzale di tipo B.
 
Il dottor Ennio Nascimben, direttore dell’Unità di Neuroanestesia, ha l’intuizione che si possa trattare di encefalopatia necrotizzante acuta, un evento di assoluta rarità. Una prima Tac non rivelava lesioni cerebrali, ma di lì a poche ore una seconda Tac abbinata a risonanza magnetica, ha confermato il decorso devastante e fulminante della malattia, «con una severa compromissione delle funzioni cerebrali e dei centri vitali» prosegue Il direttore Formentini. Ma Emma non rispondeva alle cure.
 
SITUAZIONE DISPERATA
 
Nella notte tra domenica e lunedì la piccola entra in coma, non si risveglierà mai più. Passavano le ore, la speranza che si faceva sempre più fioca. Le preghiere dei suoi affetti più cari, che la osservavano lottare al di là del vetro della Terapia Intensiva.
 
«La progressione della malattia in pochissimo tempo, i suoi effetti devastanti sul sistema nervoso centrale, hanno reso inefficace qualsiasi tipo di terapia» aggiunge Formentini. Nei prossimi giorni l’autopsia farà luce su quanto accaduto e, probabilmente, confermerà l’ipotesi diagnostica di encefalopatia necrotizzante acuta scatenata da virus influenzale di tipo B.
 
«Abbiamo fatto davvero tutto quello che era nelle nostre forze per provare a salvare la giovane paziente». Le parole che si rincorrono nei vari reparti toccati dalla vicenda di Emma. L’équipe di Pediatria, gli rianimatori e gli anestesisti, gli infettivologi e i ricercatori della Patologia Clinica. Nonostante le cure intensive, la situazione è precipitata. Ad un certo punto anche la Medicina ha dovuto fermarsi ed accettare l’inaccettabile. 

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