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Fingeva di essere in ufficio e andava in giro Padovan indagato per falso ideologico

Si allarga l’inchiesta sull’ex comandante della Forestale: ben 23 assenze in un mese e mezzo di pedinamenti

Giorgio Barbieri
1 minuto di lettura

In appena un mese e mezzo di pedinamenti aveva messo insieme la bellezza di 23 assenze ingiustificate dal suo ufficio di comandante della Forestale di Volpago dove attestava falsamente di essere. Per questo la Procura di Treviso contesta a Tiziano Padovan, 62 anni di Crespano, anche il reato di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici oltre ai reati di concussione e peculato.

la procura

L’inchiesta risale ai primi mesi del 2018, poco dopo il passaggio del Corpo forestale all’Arma dei carabinieri quando, secondo quanto contesta la pubblica accusa, da parte di Padovan vi sarebbe stata la necessità di regolarizzare il “magazzino” della Forestale prima che l’inventario potesse far emergere eventuali anomalie. Oltre all’ex comandante della Forestale, c’è il legale rappresentante della “Max Ornithology” di Loria Massimo Boaro, 54 anni, un commerciante di Noale, Luciano Criconia, 67 anni, i responsabili dell’attività vivaistica e gestori dell’ex vivaio forestale “Oné” di Crespano della Regione Veneto, Saverio Torresan, 59 anni di Crespano, e Maurizio Mocellin, 62 anni di Borso del Grappa. Chiudono la lista degli indagati un autista di una grossa azienda trevigiana di calcestruzzi e asfalti Radames Visentin, 54 anni di Levada di Pederobba, e Andrea Mancini, 43 anni di Trevignano.

le assenze

Tra le varie accuse formulate dalla Procura c’è anche quella di falsità ideologica. Secondo il sostituto procuratore Anna Andreatta, che ha coordinato le indagini, tra il 17 ottobre e il 29 novembre 2017 Padovan avrebbe «falsamente attestato la sua presenza in ufficio o comunque l’espletazione del servizio nelle registrazioni riportate nel memoriale della stazione forestali di Volpago del Montello, quasi quotidianamente induceva in errore la pubblica amministrazione sulla sua effettiva presenza in servizio e sull’effettivo svolgimento delle sue mansioni, omettendo di rispettare gli orari di lavoro e assentandosi di frequente per motivi privati». In quei giorni infatti Padovan era stato pedinato e i suoi spostamenti sono stati registrati a Crespano, Trevignano, Volpago, Riese, Montebelluna, Cornuda, Cusignana, Pederobba, Falzè, Nervesa, Venegazzù, Castelcucco e Treviso. Nei suoi confronti non sono scattate le misure cautelari dato che Padovan attuamente è in pensione e non può reiterare il reato.

tutte le accuse

Sono complessivamente 17 i capi d’accusa contestati a vario titolo ai sette indagati. Alcuni reati pesantissimi come la concussione, l’induzione indebita a dare o promettere utilità, l’abuso d’ufficio ed il peculato. Altri come la truffa aggravata, il falso e la ricettazione. Padovan è accusato anche di peculato. Secondo la Procura avrebbe venduto in varie occasioni al prezzo di 25 euro sacchi di mangime per cani nella disponibilità del comando cinofilo della Forestale di Volpago e del valore reale di 50 euro a Radames Visentin e allo stesso Boaro.

Giorgio Barbieri

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