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«Accuse gravissime per fatti di poco conto»

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«I reati contestati sono gravi ma i fatti sono oggettivamente da poco. Ora valuteremo se chiedere o meno l’interrogatorio con il pubblico ministro». L’avvocato Giorgio Lovadina, legale di Tiziano Padovan, sta ancora aspettando di conoscere tutte le accuse che la Procura muove al suo assistito. «Spero che gli stessi controlli siano regolarmente fatti a tutti gli appartenenti alla pubblica amministrazione», afferma il legale.

Tra gli episodi curiosi, la procura di Treviso contesta a Padovan anche l’abuso d’ufficio perché, come comandante della stazione carabinieri forestali di Volpago, nel novembre del 2017, avrebbe ordinato ad un sottoposto, impegnato nel disbrigo di pratiche in ufficio, a sospendere il suo incarico per recarsi nella casa di un cittadino privato di Volpago per prendere fusti di vino e di birra ed una bombola per portarli personalmente al gestore di un ristorante di Trevignano.

Accusati di peculato, oltre a Padovan, anche Saverio Torresan e Maurizio Mocellin, questi ultimi chiamati in causa come gestori dell’ex vivaio forestale “Onè” della Regione Veneto a Crespano. Il pm Andreatta contesta loro di essersi appropriati di piante “autoctone” coltivate nell’ex vivaio forestale (tra essi carpini, frassini, noci, viburni e aceri) consegnandole personalmente a Padovan o consentendo a questi di accedere liberamente all’ex vivaio e di prenderle, per poi regalarli a conoscenti. —

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