Montebelluna. Si inventa il pestaggio: moglie a processo

Ha denunciato marito e suocero per averla picchiata, ma si era procurata le contusioni da sola. Incastrata dalle registrazioni. Rinviata a giudizio per calunnia 

MONTEBELLUNA. Ha accusato il marito e il suocero di averla bloccata e picchiata selvaggiamente al culmine di una delle tanti liti che avevano costellato il loro matrimonio, oramai al capolinea. Un’accusa che M.R., 38 anni, un’italiana di Montebelluna, formalizzò nel febbraio del 2017 con una querela dai carabinieri. Il punto è che quella denuncia, secondo quanto dimostrato dal marito e successivamente dai carabinieri, era priva di fondamento. Sarebbe stata lei stessa a inventarsi l’accusa contro marito e suocero, procurandosi dei lividi da sola. Da qui, l’apertura di un fascicolo per calunnia. Ieri mattina, il giudice delle udienze preliminari Angelo Mascolo l’ha rinviata a giudizio. La prima udienza è stata fissata per il 10 dicembre.

«sono stata aggredita»


La vicenda inizia l’8 novembre del 2016 quando la donna sostenne di essere stata aggredita da marito e suocero: il primo le avrebbe sferrato un violento pugno al volto, seguito da una serie di colpi alle braccia, mentre il suocero la immobilizzava. Una violenta aggressione, a suo dire.

la denuncia

Esattamente tre mesi più tardi, prima che scadessero i termini per la querela penale, la donna si presentò nella caserma dei carabinieri della compagnia di Montebelluna per formalizzare la querela per lesioni personali e minacce nei confronti del marito, A.F., 42 anni, e S.F., il suocero di 69 anni. Questi vennero a sapere della denuncia solo nel momento in cui la polizia giudiziaria la notificò a padre e figlio in sede di redazione del verbale di identificazione ed elezione di domicilio. Già in quella sede padre e figlio si dichiararono innocenti e per dimostrarlo fornirono anche quelle che a loro dire erano prove inconfutabili. Secondo la loro versione dei fatti, fu la donna a procurarsi da sola delle escoriazioni, dapprima in maniera accidentale, cadendo dalle scale, e successivamente colpendo con le braccia il muro e affermando: «Adesso mi faccio male e dopo la colpa è tua».

il filmato

Per dimostralo, il marito allegò anche un filmato in cui la donna proferiva quelle parole. Padre e figlio, inoltre, denunciarono immediatamente la donna per calunnia. Le prove fornite dai due uomini indussero la Procura ad archiviare l’indagine nei loro confronti per lesioni e minacce. Ma, sempre la Procura, chiese l’archiviazione anche per l’accusa di calunnia nei confronti della donna. Contro la richiesta d’archiviazione, s’è espresso l’avvocato Simone Guglielmin, che ha ottenuto dal giudice delle indagini preliminari l’imputazione coatta per calunnia nei confronti della donna. Ieri il rinvio a giudizio dell’imputata. Il processo inizia il prossimo 10 dicembre. —


 

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