“18 regali”: così l’amore struggente di Elisa è diventato un film

Due anni e mezzo fa Elisa Girotto veniva stroncata dalla malattia appena dopo essere diventata madre. Alla figlia di appena 1 anno aveva deciso di dedicare 18 regali, uno per ogni anno della sua vita fino alla maggiore età. Una storia che ha commosso l’Italia. Oggi il cinema ha deciso di raccontare il suo coraggio

La storia

Morire a 40 anni, lasciando una bambina di appena un anno. Una storia dove il lieto fine non c’è, o meglio, non è quello che ci si aspetta. Eppure il dramma di Elisa ha saputo in breve travalicare i confini di Treviso e della Regione per diventare un esempio di coraggio e amore incondizionato. Sì, perché la mamma di Spresiano ha sfidato la morte a suo modo. Ha deciso di lasciare in eredità alla figlioletta tutti i regali che avrebbe voluto darle in vita per un arco di tempo che arriva fino ai suoi 18 anni.

Una prova di coraggio e dignità che è anche una corsa contro il tempo e contro un male che non le ha lasciato scampo. Quando i medici le avevano prospettato la prognosi infausta della malattia, Elisa ha deciso di sposarsi con Alessio, prima che fosse troppo tardi. «In questi giorni io ed Elisa abbiamo ricevuto centinaia di messaggi di stima, ammirazione, congratulazioni e molte altre parole di affetto», aveva scritto su Dacebook il compagno pochi giorni dopo il matrimonio, «noi siamo solo due persone come tante che hanno creduto nell’amore e che hanno cercato di dare emozioni e stimoli».

Nello stesso momento aveva trovato la forza di programmare puntigliosamente il futuro della figlioletta, acquistandole un regalo per ogni compleanno, ed anche per le feste del Natale. Per i primi anni le bambole, poi i gonfiabili, quindi i libri, fino a quando Elisa avrà 18 anni, e troverà in dono un mappamondo, con le città che la mamma avrebbe voluto visitare con lei. Un pensiero unico e speciale, per accompagnarla idealmente fino all’adolescenza, facendole sentire la sua presenza. E la sua storia nel frattempo ha commosso davvero tutti, tanto da acquistare rilevanza nazionale.

 

Al cinema

Oggi la vicenda di Elisa è diventato anche un film, intitolato per l’appunto “18 regali", interpretato da Vittoria Puccini e diretto da Francesco Amato. Una pellicola in cui a essere preso in considerazione è lo sguardo dell’adolescente che riceverà quei doni (Benedetta Porcaroli). Un punto di vista forse spiazzante, ma che aiuta la pellicola a non indugiare sulla retorica e sul pietismo che una vicenda così dolorosa e lacerante potrebbe suscitare negli spettatori.

'18 regali' - Vittoria Puccini e Benedetta Porcaroli insieme per il film su Elisa Girotto

 

Del resto è Alessio, lo stesso marito di Elisa ad aver partecipato alla stesura della sceneggiatura, donando così un’ulteriore garanzia di autenticità a una fiction che mette in scena anche un inaspettato incontro. Con il sicuro e rodato espediente cinematografico alla “Ghost”, il film cult del 1990 con Demy Moore, la figlia adolescente arrabbiata e incidentata nel giorno della festa per i suoi “diciotto”, incontra la madre in quel limbo immaginario tra la vita e la morte, dove i limiti di spazio e tempo vengono a cadere e le due donne possono finalmente parlarsi faccia a faccia, in un dialogo intimo, fatto di una desiderata, semplice, quotidianità.

Una storia con un finale inaspettato quindi, che mette in luce tutta la forza e la fragilità della condizione umana: “Elisa vedeva la vita per quello che era e la affrontava sempre con il sorriso sulle labbra, non perdendosi mai d’animo e godendo di ogni secondo che le veniva concesso. Spero che la storia di mia moglie aiuti le persone a riflettere sull’importanza dell’amore verso la vita, che va sempre vissuta a pieno, anche nei momenti di difficoltà” ha dichiarato Alessio Vincenzotto, marito di Elisa, alla prima del film a Roma.

La prima a Silea

E lo scorso 3 gennaio è arrivata anche la prima più attesa, quando la pellicola è andata in scena a Treviso, per la precisione a Silea, di fronte a una platea variegata di persona che andava dai 6 agli 80 anni. L’abbraccio simbolico di un’intera comunità, il tributo al coraggio e alla determinazione di una donna che ha deciso, a suo modo, di non arrendersi al destino.

«Gli spettatori sono stati in silenzio per tutto il film», ha osservato il marito Alessio «Nessuno ha guardato il cellulare, segno che la storia li ha catturati». A fianco di Vittoria Puccini che nel film interpreta Elisa, c’è anche un magistrale Edorardo Leo nei panni di Alessio, un personaggio che funge spesso da contraltare nel film al carattere più deciso e pianificatore di Elisa.

«L’aspetto di leggerezza portato da Edoardo mi appartiene» svela Vicenzotto «così come la sua passione sfrenata per il calcio, che hanno conferito al film quell’impronta di realtà nel contesto della straordinaria vita di mia moglie».

L'omaggio della sua città

Ma Elisa era stata già ricordata dalla sua comunità, appena qualche mese dopo la sua tragica scomparsa. Nel novembre 2017 le autorità di Spresiano avevano dedicato alla giovane mamma la sala al piano terra della Biblioteca comunale di via Alighieri. In quella sala opera infatti lo Spazio Donna, a cui la stessa Elisa si era rivolta poco dopo la nascita della figlia. Un luogo simbolico, ma anche molto materiale per fornire aiuto alle donne che lo ritengano necessario. «Elisa nel suo piccolo ha fatto più di molte donne che agiscono sotto la luce dei riflettori. Credo che intitolarle una stanza sia il minimo per ripagarla della lezione di vita che ha dato a tutti noi» aveva spiegato, nel corso dell’occasione, il sindaco di Spresiano Marco Della Pietra.

La giunta aveva accolto l’appello di intitolare una struttura comunale ad una donna nell’ambito del Novembre Rosa, «ci erano state suggerite delle donne che si erano contraddistinte nel movimento femminista. Ma ho pensato che avevamo, purtroppo, un esempio di una grande donna molto più vicino a noi». Un tributo a un coraggio e a una determinazione che sono oggi un simbolo di speranza per tanti.