Ippodromo di Treviso: scommesse abusive sui cavalli, inchiesta sul direttore Bovio

Denuncia dalla questura di Ferrara: il gestore operava senza autorizzazione. Il manager: «È una mistificazione, ora stiamo raccogliendo tutte le licenze»

TREVISO. Giro di scommesse abusive sulle corse di cavalli, indagini su Stefano Bovio direttore di Nordest Ippodromi, la società che gestisce gli ippodromi di Treviso, Trieste e Ferrara. Tutto parte dalla questura di Ferrara mentre il manager trevigiano respinge al mittente tutte le accuse. «Sono pronto a chiarire tutto», spiega Bovio, «a Treviso e Trieste non stiamo raccogliendo scommesse in attesa che a breve dal Comune dal Comune ci arrivino tutte le autorizzazioni necessarie».

l’indagine


Tutto nasce da alcuni accertamenti effettuati dalla questura di Ferrara su quanto avvenuto quest’estate all’ippodromo emiliano, dove Bovio aveva organizzato alcuni eventi. Tutti gli anni, nei mesi estivi, all’Ippodromo di Ferrara vengono infatti organizzate corse di cavalli ed essendo considerato spettacolo pubblico, il Comune deve autorizzarlo. E nel caso gli organizzatori vogliano attivare un sistema di scommesse parallele alle corse, debbono chiedere ulteriore autorizzazione dalla questura: Bovio, che organizzò le manifestazione, secondo l’accusa avrebbe violato entrambe le disposizioni ed è stato denunciato per scommesse abusive, un reato penale che può costargli il processo.

il business

Da quanto ricostruito le raccolte dagli scommettitori, circa 13.000 euro, non erano autorizzate, tanto più che dopo gli accertamenti della polizia amministrativa si è scoperto attraverso le indagini dei Monopoli che anche l’anno prima, nel 2018, era capitato lo stesso. Per quanto riguarda l’autorizzazione del Comune, anche questa è stata violata perché era stato concesso l’ippodromo per lo corse, ma non l’uso degli ambienti, vista la assoluta prescrizione di non utilizzare gli ambienti del sottotribuna. Ma proprio all’interno, erano state ricavate le postazioni di gioco-scommessa. Con arredi molto rudimentali e fatiscenti, come hanno documentato poi gli agenti della polizia amministrativa. Situazione spiegabile con il fatto che si tratta di una attività temporanea e comunque svolta all’interno di locali che erano stati del tutto vietati. «Quella è un’area interdette al pubblico», aggiunge, «e lì nessuno è entrato».

carte a Treviso

Ora la questura di Ferrara ha avvisato dell’accaduto anche i colleghi di Treviso. Alla fine infatti, dopo gli accertamenti della polizia amministrativa e la raccolta di tutte le informazioni utili per il caso, la stessa segnalazione è stata inviata alla questura di Treviso e di Trieste dove Bozio potrebbe essere incorso nelle stesse violazioni. Con ogni probabilità la Procura di Treviso potrebbe ora procedere per il reato di scommesse abusive che può prevedere una condanna fino a tre anni di carcere.—

Giorgio Barbieri

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