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«Il presepe non è un obbligo»: il vescovo di Treviso sta con le maestre

Il caso di Zerman. Tomasi assume una posizione meno intransigente di quella della Lega. Anche genitori e quartiere si schierano con la scuola: «Attacchi pretestuosi»

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MOGLIANO. Il presepe? È un simbolo molto importante della cristianità, ma non è un obbligo. Chi ci crede lo fa, non farlo però non è un dramma. Anche se si tratta di una scuola. Questo, in sintesi, il parere del vescovo della diocesi di Treviso, Michele Tomasi, espresso ai microfoni dell’emittente Antenna Tre, incalzato sul “caso” della scuola elementare di Zerman che ha deciso quest’anno di non fare il presepe.. Una posizione decisamente meno intransigente di quella della Lega che, sia a livello locale, tramite il sindaco di Mogliano Bortolato e l’assessore all’identità veneta Pavan, sia a livello nazionale, per bocca addirittura del segretario Salvini, ha attaccato duramente la decisione delle insegnanti. L’assessore Pavan ieri su queste pagine si era spinto a proporre di regalarlo lui, alla scuola, il presepe. «A patto che sia ben accolto», ha poi specificato.

La decisione di non fare il presepe, peraltro, è stata presa liberamente dal corpo docente, come ha già ampiamente spiegato la dirigente scolastica De Salvatore. E non nell’ambito di un progetto inclusivo per bambini di origine straniera (che in quella scuola non ci sono neppure) o di altra fede religiosa (nella scuola ci sono figli di Testimoni di Geova), ma semplicemente perchè si è deciso di privilegiare altri aspetti del Natale.

La conferma è arrivata anche ieri da alcuni genitori, che hanno spiegato come questa decisione sia stata presa assolutamente con la loro approvazione. «Dopo quanto si è succeduto sui media e sui social», hanno scritto i genitori della scuola contestualmente ai rappresentanti del quartiere di Zerman, «si è tenuto un incontro tra i rappresentanti dei genitori, le maestre e il dirigente scolastico, in un clima di armonia e sereno confronto, e si è unanimi nel comprendere ed appoggiare una scelta neutra, non arbitraria e soprattutto non derivante da alcuna posizione religiosa o politica, ma conseguente ad una pianificazione di attività pogettuale scolastica. È stato montato un caso mediatico con una bieca strumentalizzazione e offese mai giustificate in una società civile. Sono state sottovalutate le ripercussioni di tale scelta, che hanno toccato la sensibilità di chi l’ha vissuta come un attacco alle tradizioni. Il presepe di Zerman c’è forse sempre stato, quest’anno il Natale verrà festeggiato con altri decori, rappresentazioni e laboratori, e lo ritroveremo con ancor più entusiasmo negli anni a venire. Ancora una volta di più dopo questo confronto», conclude la nota, «con le maestre ci sentiamo di dare loro piena fiducia, forti di un impegno, professionalità e amorevolezza: hanno sempre lavorato nell’interesse ed il benessere dei nostri figli. Questo non può essere messo in discussione da chi ha voluto costruire un caso mediatico. E auguriamo un buon Natale a tutti». —

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