«Sara ora guarda i suoi bimbi da una stella» Folla in chiesa, baci sulla bara della mamma

Ieri mattina nella chiesa di San Pio X il funerale di Sara Mandas, stroncata a trent’anni da un tumore al fegato  

L’ADDIO

«Resta con noi, perché si fa sera», ha sussurrato don Michele Maiolo, parroco di San Pio X, ieri in occasione del funerale di Sara Mandas, mamma coraggio di trent’anni morta di tumore. «Sara ha salutato la famiglia e la comunità prima di salire su una stella per guardare giù tutti quelli che ama», ha detto il parroco, riferendosi al marito Giuseppe e ai due piccoli Chiara e Domenico. Sara è mancata dopo meno di un anno dalla diagnosi di tumore al fegato, ma ha vissuto la malattia accanto alla famiglia «con grande grinta e voglia di vivere, mentre andava in bicicletta con i due figli a bordo», ha aggiunto don Michele.


IL SORRISO CHE RESTA

«Il buio di adesso non farà dimenticare il sorriso di Sara, come compagna forte e combattiva che il Signore ci aiuta a vedere mentre sconfigge la morte e continua ad essere vicina a Giuseppe e ai suoi amati figli, genitori, familiari e amici, con tutta la gratitudine che sempre ha dimostrato nella sua breve vita» ha aggiunto il parroco. Sara ha parlato della malattia ai propri bimbi perché potessero comprendere e starle vicini, anche durante la chemioterapia e nei momenti strazianti di pianti e abbracci.

IL RICORDO

Una maestra in chiesa ha voluto sottolineare che «tutte le maestre e i bambini saranno sempre grati per lo spirito di Sara». «I bambini», ha detto parroco, «avevano disegnato una figura significativa con le orme sulla sabbia, ricordando come una persona parlasse con il Signore, per poi scomparire all’improvviso, e restano solo le orme. Il Signore ci ha abbandonato? No, è proprio in quei momenti difficili che il Signore ci prende in braccio e ci sostiene. Non si può comprendere subito il dolore che ci affligge in questo momento, ma con la speranza del Signore vicino si può avere fede di vivere un giorno di nuovo insieme a Sara». La chiesa di San Pio X ieri mattina era gremita di gente. Lacrime, commozione, silenzio straziante, fiori bianchi sulla bara. «Dobbiamo avere fede», ha concluso il parroco, «come la convinzione dei bambini con cui ho parlato, anche noi dobbiamo credere che davvero Sara è lassù su una stella e che, con la sua forza e determinazione troverà un modo per sostenere i suoi amati tutti, guardandoli sempre». —

Lucia Collotto

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